NAPOLI – “In Italia abbiamo 25 milioni di abitazioni. Di queste, almeno 12 milioni necessiterebbero di un adeguamento antisismico, con un coinvolgimento pari a circa 23 milioni di cittadini. La messa in sicurezza del patrimonio abitativo italiano da eventi sismici medi fu stimato nel 2016 in 93 miliardi di euro, cifra che oggi si aggira attorno ai 200 miliardi di euro: lo afferma, sulla scorta di una relazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’assicuratore Angelo Coviello, a capo di IGB Broker, durante l’evento organizzato da CNR “Bradisismo e rischio vulcanico area flegrea”, svoltosi nelle scorse ore al Circolo Savoia di Napoli.

“Per questo – continua Angelo Coviello nel suo intervento – al momento una delle tutele possibili per il cittadino è quella di assicurare la propria abitazione. Anche perché supponiamo che vi siano 1 milione di case con capitale assicurato per ognuna pari a 100mila euro, altresì un costo a famiglia pari a 100 euro. Il patrimonio complessivo assicurato ammonterebbe quindi a 100 miliardi. Parliamo di una cifra, cento miliardi, che lo Stato risparmierebbe in caso di calamità. I benefici fiscali per i cittadini si confermano al 19% della spesa”.

“Viene da sé – conclude Angelo Coviello – che in uno scenario del genere sia il cittadino che lo Stato e gli assicuratori trarrebbero beneficio da ciò. Gli ultimi due sicuramente da un punto di vista economico, mentre il cittadino invece avrebbe il vantaggio di una pronta liquidazione, tutelando quello che spesso è l’investimento di una vita”.

Anche il Governo si è reso disponibile a collaborare attraverso SACE, che farebbe da riassicurazione per l’intera operazione. Un paracadute per preservare il rischio fallimento delle compagnie di assicurazioni in caso di situazioni gravi a seguito di eventi calamitosi.

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