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QUARTO- Lascia la carica di sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, dopo le polemiche di questi giorni e l’espulsione da parte del Movimento Cinque Stelle. “Mi dimetto dalla carica di sindaco”, ha annunciato in conferenza stampa. “Questa – ha aggiunto – è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra”.

 “Non è una resa – ha proseguito commossa – ma un gesto di responsabilità per Quarto”. “Ho fatto giuramento e ho rispettato fin che ho potuto – ha aggiunto – gli altri quelli che si sono dimessi forse credevano di fare una gita fuori porta”.”Vado via – ha sottolineato la Capuozzo – perchè mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese”. “Non mi ricandido – ha proseguito – e non penso neanche ad una lista civica”. “Cosa non rifarei? Non mi ricandiderei”, ha aggiunto amara.”Mi sono sentita abbandonata da M5s – ha detto ancora – ma si sono sentiti abbandonati tutti i cittadini di Quarto”. “Non è semplice quello che stiamo affrontando in questo territorio, con il movimento accanto sarebbe stato più facile”.Intanto gli atti dell’audizione della Capuozzo in commissione Antimafia sono stati trasmessi ai pm per approfondimenti. La presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha disposto la trasmissione alla Procura di Napoli degli atti dell’audizione. Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione è emersa la necessità di segnalare alla Procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la Commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi.“Le dimissioni tardive di Rosa Capuozzo forse nascondono la consapevolezza che l’inchiesta in corso travolgerà tutti i protagonisti di questa vicenda che lascia ancora molte ombre”.Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Vincenzo Peretti, componente dell’esecutivo regionale del Sole che ride, per il quale “ora più che mai è necessario che arrivi la Commissione d’accesso inviata dalla Prefettura perché non è possibile tornare al voto se prima non si è fatta piena luce sul possibile condizionamento della camorra nelle elezioni prima e nei primi mesi di amministrazione poi”.“L’unica cosa certa è l’approssimazione e l’incompetenza con cui è stata affrontata una vicenda particolarmente inquietante che ha coinvolto uno dei comuni della provincia di Napoli dove più forte è la presenza dei clan visto che, proprio, in quella città ci sono stati ben tre scioglimenti del Consiglio comunale per condizionamento della camorra” hanno concluso Borrelli e Simioli per i quali “il Movimento Cinque Stelle dovrebbe chiedere scusa per come è stata gestita tutta la vicenda e ammettere gli errori commessi, solo così potrà ancora presentarsi agli occhi dei cittadini come una forza politica credibile”.(ANSA)

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