Kiluanji-Kia-Henda

POZZUOLI – Arte e impegno, poesia e militanza nel lavoro dell’artista angolano Kiluanji Kia Henda che fino al 29 luglio porta al Vulcano Solfatara di Pozzuoli “A City Called Mirage”, la sua città chiamata miraggio in collaborazione con la galleria Fonti.

Kiluanji Kia Henda, 37 anni, con linguaggi e strumenti diversi – dalla scultura all’installazione, dal video alla fotografia, al light box fino ad opere di dimensioni ambientali – ripercorre, tra verità e fiction, la storia del suo paese, l’Angola, a partire dal 1975 quando finisce il dominio portoghese seguito da una lunga serie di guerre civili terminate 15 anni fa.All’interno dell’oasi naturalistica dei Campi Flegrei, tra fumarole e fenomeni vulcanici attivi da 4000 anni, è stato installato “Fortress” una grande struttura in tubi di ferro che riproduce lo skyline di una delle tante “città-miraggio” come Dubai negli Emirati – che sembrano venir fuori dal nulla e che rappresentano il boom urbanistico importato e forzato dall’Occidente in Medio Oriente, Africa, America Latina.“A City Called Mirage” è un progetto in progress composto da sculture in ferro, foto, disegni, video che raccontano il passaggio del progetto in Giordania, installazioni.Punto di partenza, un viaggio nel sud dell’Angola, attraversando la regione desertica della Namibia, dove Kiluanji Kia Henda trova un edificio crivellato da fori di proiettile con l’insegna “Miragem” ora all’ingresso della ‘Sala del Bianchetto’ della Solfatara.(fonte Pupia)

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