NAPOLI – Anno olimpico ed allora ecco un altro illustre testimonial per lo Yellow Ball 2020 (in programma presso il Futura Club Itaca Nausicaa dal 28 giugno al 4 Luglio prossimo).

Si tratta dello ‘special one’ della pallanuoto internazionale: Pino Porzio , attuale commissario tecnico della nazionale canadese di pallanuoto ed ex allenatore vincitutto di Pro Recco e Posillipo. Porzio sarà il volto maschile della sesta edizione del torneo della ‘Palla Gialla’ (si affiancherà, infatti, ad Elena Gigli , già annunciata qualche settimana fa quale testimonial femminile).

“Sono molto contento di presenziare a questo torneo che ho già avuto modo di ammirare nelle sue edizioni partenopee – spiega l’oro olimpico a Barcellona ’92 – Si parla di bambini e, quindi, della base. Queste manifestazioni fanno bene per la promozione e la diffusione della pallanuoto. I bambini rappresentano la linfa vitale del nostro sport; in questi tornei, poi, si respira il vero spirito della pallanuoto: gli atleti si divertono, i tecnici si confrontano ed i genitori fanno vacanza”.

Il riconoscimento verrà consegnato dall’associazione Waterpolo People nel corso della cerimonia di chiusura dell’evento in programma venerdì 3 Luglio presso l’anfiteatro del Villaggio Nausicaa di Corigliano-Rossano.

Si parla, dunque, di giovani e Porzio, che ha avuto modo di assistere in Kuwait ai mondiali Under 20 lo scorso Dicembre, si è fatto una sua idea sullo stato attuale della pallanuoto giovanile: “E’ interessante vedere come diversi atleti visti a Kuwait City abbiano già avuto modo di confrontarsi con le rispettive nazionali maggiori.

Sicuramente la Grecia ha dimostrato di essere la formazione più forte: ha quattro/cinque atleti di grande valore e grande personalità che indubbiamente potrebbero già militare in prima squadra. Mi sono, poi, piaciute Spagna ed Italia; gli azzurri hanno giocatori che si adattano bene al nuovo gioco. Credo che la priorità resta quella di lavorare e far crescere i centroboa poiché vedo nella sostituzione di Aicardi la principale difficoltà per il Settebello del futuro. Sono curioso, poi, di vedere Serbia e Croazia dopo il cambio generazionale, già stato avviato in parte dal Montenegro da qualche anno”.

Porzio succede quale testimonial maschile a Sandro Bovo , premiato lo scorso anno. Oltre a loro sono stati simboli delle precedenti edizioni della kermesse Nando Gandolfi, Amaurys Perez, Tamas Kasas e Valentino Gallo.

Un palmares da brivido che fanno di Pino Porzio tra gli sportivi più vincenti di sempre. Da giocatore 8 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe e medaglia d’oro ad Olimpiadi, Mondiali, Europei, Coppa del Mondo e Giochi del Mediterraneo.

Da allenatore, invece, ha conquistato 9 scudetti, 7 Coppe Italia, 5 Coppe dei Campioni, 3 Supercoppe LEN, 1 Adriatic League e 2 Coppe COMEN.

Dopo aver vinto tutto da giocatore e da tecnico di club, nel Gennaio 2016, Porzio ha accettato l’offerta della federazione canadese diventando così l’head coach della prima squadra maschile. Un colpo da 90 per i biancorossi che dopo aver disputato un grande torneo preolimpico, a Trieste, videro sfumare il pass per Rio de Janeiro.

“Il bilancio dopo quattro anni è positivo – prosegue il napoletano – Abbiamo cambiato tanto già dal 2017 con l’inserimento di diversi diciassettenni e diciottenni in rosa che stanno lavorando e crescendo.

Andiamo a Rotterdam per giocarci le nostre carte ma sarà durissima con avversari del calibro di Montenegro, Croazia, Grecia, Russia e la stessa Olanda e con una formula che è totalmente diversa dal preolimpico di Trieste. Si qualificheranno le formazioni che disputeranno il miglior percorso già dalla fase a gironi.

Detto ciò, indipendentemente dal risultato finale, la nostra sarà una buona base di partenza per il futuro. Ai Giochi Olimpici di Parigi, nel 2024, se l’ossatura della nazionale canadese resta la stessa avremmo giocatori con una media d’età tra i 25 e 26 anni e, quindi, con la giusta esperienza. Il nostro non è solo un problema di preparazione o tecnico/tattico; per emergere nella pallanuoto serve cambiare il sistema nazionale canadese relativo a questa disciplina.

Non è tanto costruire quanto, invece, cercare di trattenere gli atleti rendendoli partecipi al progetto. In Canada, mediamente a 24 anni, i pallanuotisti, avendo maggiori opportunità nel mondo del lavoro poiché le prospettive post universitarie sono maggiori e migliori rispetto all’Italia o ai paesi slavi, abbandonano dedicandosi ad altro. Bisognerà invertire la rotta se si vuole primeggiare a livello assoluto”.

Uno sguardo, poi, al Settebello ed alle formazioni che prenderanno parte alle prossime Olimpiadi estive di Tokyo : “L’Italia arriva da campione del mondo ed ha dimostrato di essere tra le migliori selezioni. Insieme ad Ungheria e Spagna sono in una condizione fisica e mentale molto positiva.

Sono curioso di vedere la Serbia, che per me resta la squadra favorita, con tutti i senatori al top. Mi aspetto qualcosa in più dalla Croazia e sicuramente dalla Grecia (do per scontato che si qualifichi ai Giochi) che può disporre di ottimi individualità ma che da oltre vent’anni non disputa una finalissima in un torneo internazionale”.

Infine una conclusione sul campionato italiano. Ultima esperienza di Porzio in Serie A1 maschile nella stagione 2016/17 alla guida dell’Acquachiara: “Recco sempre favoritissimo ma non è una novità: puntano alla vittoria della Champions. Brescia e Sport Management hanno fatto un passo indietro ma restano le avversarie numero uno insieme all’Ortigia che sta disputando un buon campionato. Chi sta dietro, invece, fa fatica dovendo attuare, purtroppo, scelte obbligate a causa dei problemi di natura economica. Questo dispiace ovviamente anche per il livello tecnico del campionato.

E’ differente indirizzare un progetto tecnico sui giovani per volontà; alla lunga non è positivo neanche per i ragazzi poiché viene a mancare quel naturale processo di selezione che li mette in competizione tra loro per accaparrarsi un posto in prima squadra. Mi auguro che questo discorso sia passeggero.

Purtroppo il problema vero nasce dalla situazione economica generale europea che si riflette, negativamente, sulle aziende potenziali sponsor/partner, sui media e, conseguentemente, a cascata sullo sport: CONI, Federazioni e società”.

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