NAPOLI – I tempi dei presidenti mecenati, che utilizzavano lo sport più amato al mondo per “tornaconto” o visibilità personale, è ormai andato in soffitta da qualche anno.

L’Italia, in tal senso, era forse l’esempio più lampante a livello internazionale, con un’infinità di esempi che si perdono nella notte dei tempi.

Alcuni di essi, oltretutto, hanno gettato alle ortiche buona parte del proprio patrimonio aziendale o personale pur di portare al vertice la squadra presieduta. Il mecenatismo tricolore, oggettivamente, non era certo il miglior esempio di conduzione societaria calcistica.

Ed i conti si stanno pagando attualmente: Juventus a parte, nessun’altra società del nostro calcio fattura quanto i più importanti clubs europei.

Fenomeno Premier League: cosa l’ha resa la NBA del calcio?

I ricavi commerciali, di conseguenza, sono diventati una voce estremamente importante per qualsiasi società, la prima fonte alla quale attingere per rinforzare patrimonio aziendale e staff tecnico. Il calcio, oramai, segue le logiche di qualsiasi azienda. Lo sanno bene, ad esempio, in Premier League, il campionato più seguito nel mondo, non a caso da molti definita come la “NBA calcistica”. Il campionato inglese, grazie ad un’astuta strategia di immagine iniziata col restyling degli stadi quasi trent’anni fa, gode di una visibilità mondiale senza eguali, che ha portato ad incrementare significativamente, in primis, i diritti televisivi, la prima fonte di guadagno, perlomeno originariamente, del campionato inglese.

Gli addetti marketing della Premier League, però, non si sono accontentati di questa entrata, ma l’hanno sfruttata come base d’appoggio per ampliare, ulteriormente, il proprio business. Il “lunch-match” del sabato, ad esempio, fu un’idea geniale per sfondare nel mercato asiatico, affamato di grande calcio a causa del livello – non propriamente elevato – delle compagini locali, che poteva godersi una partita di un campionato europeo d’elite in prime time.

Quest’idea ha favorito l’avvicinamento al mondo della Premier League di importantissimi partner commerciali, che non hanno fatto altro che aumentare i ricavi del campionato inglese. Al punto che grandi imprenditori provenienti dal mondo asiatico e medio-orientale sono diventati proprietari di alcuni clubs, rendendoli, come nel caso del Manchester City, dei colossi a livello continentale. Visibilità, di conseguenza, ha fatto rima con maggiori introiti TV e ricavi commerciali in senso più alato.

Betting e tournée: altri due fonti di guadagno sostanziose per i clubs inglesi

Un altro fattore che ha contribuito ad aumentare le risorse economiche della Premier, riguarda un aspetto poco amato da calciatori e, soprattutto, allenatori: le tournée estive. Da molti considerate, non a torto, una scocciatura per lo svolgimento di un ritiro estivo effettivamente propedeutico alla stagione agonistica, esse hanno rappresentato non solo un significativo introito a livello economico, ma hanno costituito una grande operazione di marketing: una volta all’anno, i lontanissimi fans asiatici hanno modo di vedere, da vicino, gli eroi della Premier League.

Non è casuale, in tal senso, che anche i clubs di fascia media, o addirittura che albergano nelle zone di bassa classifica del campionato inglese, facciano registrare il sold out nelle amichevoli pre-stagionali disputate nel continente asiatico. Un vanto, il tutto esaurito, che nelle altre leghe possono permettersi solo i clubs di prima fascia, non certo quello meno rinomati.
I “sudditi di Sua Maestà”, poi, sono stati i primi a capire l’importanza delle aziende del mondo del betting, che costituiscono una delle fonti principali di guadagno per le società calcistiche d’oltremanica.

D’altro canto, frenare il desiderio di divertimento degli sportivi, che oltre a scommettere amano spesso fare una puntatina sui siti di casino online legalmente riconosciuti dove divertimento fa rima con sicurezza, non avrebbe alcun senso, considerato l’elevato numero di scommettitori presenti in ogni angolo del globo terrestre. Per questo motivo, alcune leggi attualmente in vigore nel nostro paese penalizzano notevolmente i clubs italiani, che non possono più beneficiare delle sponsorizzazioni delle aziende del gioco d’azzardo.

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