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martedì 17 Maggio 2022

La pandemia ispiratrice: Coprifuoco. Ultimo cd strumentale di Sasà Mendoza

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Napoli- di (Vania Fereshetian)

Il sorriso irresistibile del  Musicista partenopeo Sasà Mendoza,  come quello del suo amato Dalai Lama, racchiude il segreto di un uomo che, della sua sensibilità, del suo approccio pacifico,  del suo rispetto per l’ambiente e l’umanità tutta, ne ha fatto tesoro, preparando così sempre di più la sua anima  ad accogliere una “musicalità” aperta, priva di pregiudizi, dove le diverse culture, attraverso note e virtuosismi, comunicano tra loro scambiandosi spirito umanitario, speranza, autenticità, per una vita sempre migliore.
Sasà Mendoza nasce a Napoli il 20 Maggio 1960  diplomandosi al Conservatorio di Salerno nel 1990 in pianoforte. Ragazzo dalle virtù indiscusse comincia la sua carriera da subito affiancato da grandi nomi. Jazz, sound mediterraneo, progetti culturali, sono ancora oggi “leitmotiv” del suo grande desiderio di ” voler fare” senza mai discostarsi dalla sua sensibilità. COPRIFUOCO ultimo CD strumentale di Sasà Mendoza è stato realizzato durante uno dei periodo più bui della storia dei nostri tempi, durante le lunghe chiusure, dove la testa si affollava di pensieri e le strade si sfollavano sempre più.
“QUARANTENA NAPULEGNA”. Così il nostro amico Sasà definisce i coprifuoco e i continui lockdawn che hanno caratterizzato questi ultimi anni.  Nel parlare lo vedo rattristarsi, la voce cala di un tono, mentre continua dicendo:<< Era il periodo che tutti noi ci sentivamo “Sepolti vivi” tra il suono straziante delle sirene, delle ambulanze e i TG che non passavano altro che immagini di ospedali, di morti. Quando si perdevano i propri cari senza la possibilità di poterli vedere e salutare e quando ci è stata negata ogni possibilità di contatto umano e sociale, nessun abbraccio e, nonostante tutto, fuori i balconi si cantava, si suonava e si gridava “andrà tutto bene!”>>. “Tutto il mondo si era fermato”, continua il musicista portando la mano alla fronte:<< Incredibile, lo scenario esterno era come stregato, immobile, senza vita, da far paura, io lo guardavo impaurito dietro le finestre di casa mia>>.
Poi mi guarda sorridendo e continua diceno:<< Così nascono Aret a na’ fenesta, Sepolti vivi, alcuni dei brani contenuti nel CD e così tutti gli altri, con una motivazione, con un dolore da raccontare>>.
Nel sentire parlare Sasà capisco l’impegno ma soprattutto l’empatia con cui lui e i suoi colleghi musici hanno dato vita a COPRIFUOCO: Laddove l’Arte aveva finito di respirare, dove teatri, cinema, avevano le sedie vuote e impolverate, dove la musica aveva spento l’audio; un gruppo di musicisti, amici, non si arrendono a questo assordante e tetro silenzio. Pur costretti a stare segregati in casa cominciano il “tam tam” di note, parole, accordi e melodie. Uno scambio di emozioni attraverso la rete che permette a “COPRIFUOCO” di prendere vita e donare a chi la vita l’ha persa, l’immortalità.
Sasà è seduto vicino il suo pianoforte, io non faccio in tempo a chiedergli altro che lui indossando il suo cappello bianco, porta le mani alla tastiera regalandomi uno stralcio di ottima musica, passionale, ricca di emozioni; poi smette, toglie il  cappello e appoggiandolo al lato del piano dice:<< Tutto il dolore e tutta la sofferenza vissuta durante questo periodo oscuro è stato magicamente catturato in questo CD. Molti brani sono stati ispirati dalla perdita di amici musicisti a me molto vicini che mi hanno accompagnato durante il mio percorso musicale suonando nei miei concerti. Andalucia Lontana é uno d quei brani che rievoca sentimenti puri, amicizia, passione per la musica>>.
Sasà contiua  elencandomi passo, passo i titoli di tutti i brani contenuti nel CD, gli occhi gli si illuminano di speranza ma anche di amarezza, continua dicendo:<<Ad ogni titolo, corrisponde una storia, un momento vissuto, la paura. Questa pandemia ha cambiato tutto il nostro essere, non siamo più quelli di prima è avvenuto una trasformazione nelle nostre coscienze, così nasce il brano “Transfiguration “… siamo tutti più fragili le ferite sono profonde e insanabili>>.
Alzatosi dalla panchetta in legno per pianoforte, Sasà si avvicina alla finestra, con la mano scosta la tenda e lo sguardo sembra perdersi nel vuoto; allora io gli chiedo:<<Il brano a cui sei più legato?>>. Il musicista non risponde subito, si gira e guardandomi negli occhi teneramente dice:<< Lia, è un brano dedicato a mia madre che è stata la perdita più dolorosa di questa maledetta pandemia, poesia in musica, un concentrato di forti emozioni trasformate in note e armonie, per accompagnarla nel suo ultimo viaggio>>.
Poi distogliendo lo sguardo, dice:<< Un pensiero speciale va anche al mio amico JOE AMORUSO con il quale spesso ci trovavamo a parlare di esoterismo e di come la musica è un mezzo per rovistare nella propria anima.  A lui ho dedicato il brano “Sognando Joe“. Alla composizione del brano hanno suonato musicisti che da sempre hanno fatto parte della sua storia musicale come: James Senese,Tony Esposito,Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla, Peppe Sannino e Antonio Onorato che con la sua band composta da Mario De Paola e Diego Imparato per anni hanno condiviso con Joe lo stesso palco>>.
Questo CD, continua a raccontarmi Sasà, racchiude dolori e amarezze di un tempo che non dimenticheremo facilmente ma, vuole essere anche un inno alla speranza, alla gioia, alla vita che continua con la sua ” bella musica” e suoi abbracci.
La lista dei musicisti che hanno suonato in “COPRIFUOCO” è lunga ognuno da casa ha voluto offrire il proprio contributo, continua Sasà, per questo li ringrazio tutti, amici e musicisti eccezionali: Nico Di Battista, Fredy Malfi, Savio Arato, Romeo Barbaro, Aniello Misto, Carlo Avitabile, Michele Montefusco, Gianni Guarracino, Roberto Giangrande, Antonio Mambelli, Domenico De Marco, Leonardo di Lorenzo, Roberto Perrone, Enrico del Gaudio, Dario Spinelli e Dario Franco.

Realizzazione e produzione artistica: Sasà Mendoza
Suoni del Sud, Music in Sud, Sud in Sound & Maffucci Music.
Mixing and mastering: Guido Cusano presso “La Saletta Sound”
Progetto Grafico “DArRT” di Reset Zone

 

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