Diventa sempre più difficile la situazione in Campania, dopo la decisione degli autotrasportatori di proseguire ad oltranza la protesta contro il caro carburante.
I presidi restano attivi ai caselli di Nola, Avellino Est, dove protestano anche gli agricoltori, Mercato San Severino, Caianello, Capua e Caserta Nord.
Come annunciato ieri il fermo dovrebbe proseguire almeno fino al 27 ottobre, perché i camionisti considerano insufficienti le misure annunciate ieri dal MIT alle associazioni di categoria.
Domani il presidente della Regione Campania Roberto Fico dovrebbe accogliere a Palazzo Santa Luicia una delegazione per cercare una mediazione e sbloccare la situazione. Ma per ora il quadro resta molto complicato.
«Le aziende del Sud – spiega Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio che non appoggia la mobilitazione – portano per lo più i prodotti ortofrutticoli al Nord, fanno tratte più lunghe e quindi sentono di più il peso del caro carburante. Inoltre si tratta per lo più di imprese più piccole che fanno più fatica a sostenere un aumento del prezzo del carburante del 40% in pochi mesi».
Per la mancanza di carburante da stamattina l’EAV ha ridottole corse degli autobus almeno fino al 24 ottobre, quando potrebbero fermarsi anche metropolitana e treni, mentre tagli sono previsti anche da Air Campania e restano a rischio i collegamenti marittimi con Ischia e Procida.
A Napoli crescono i distributori rimasti a secco e le code alle pompe ancora rifornite, aumentano i supermercati con i banchi dei prodotti freschi vuoti e anche l’ASIA è in difficoltà con la raccolta dei rifiuti.
In diversi supermercati e punti vendita della città cominciano a scarseggiare beni di prima necessità come latte, pasta, farina, passate di pomodoro, acqua e carta igienica. Difficoltà anche per i prodotti surgelati e per il rifornimento dei reparti ortofrutticoli.
Sciopero degli autotrasportatori, la FP CGIL Napoli ai Comuni dell’Area metropolitana: «Lavoro agile in deroga per tutelare i dipendenti e garantire i servizi ai cittadini»
Serbatoi che si svuotano, distributori a secco, autobus che faticano a circolare: per migliaia di lavoratori degli enti locali dell’area metropolitana di Napoli raggiungere ogni mattina il proprio posto di lavoro è diventato un percorso a ostacoli. Dietro le difficoltà di approvvigionamento prodotte dal protrarsi della protesta degli autotrasportatori ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno tengono aperti gli sportelli, gli uffici e i servizi su cui i cittadini fanno affidamento.
È da questa fotografia che muove la nota inviata dalla FP CGIL Napoli a tutti i Comuni del territorio metropolitano e firmata dal segretario per gli enti locali, Luciano Nazzaro. Il sindacato segnala come le difficoltà nel reperire carburante, inizialmente circoscritte ai mezzi privati, comincino ora a interessare anche quelli del trasporto pubblico, aggravando i disagi di quanti devono spostarsi per ragioni di servizio. Per questo la FP CGIL ritiene necessario un intervento tempestivo delle Amministrazioni comunali.
Sciopero dei trasporti, bloccata la produzione di mozzarella Dop
Il Consorzio di Tutela: “I caseifici sono chiusi, la crisi è grave”
La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in ginocchio allevamenti e trasformatori.
A lanciare l’allarme per uno scenario che peggiora di giorno in giorno è il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione. Una situazione che rischia di infliggere un colpo gravissimo al comparto.
“La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare”, spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.
Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori, “che ovviamente continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie”, sottolinea Saccani.
L’annuncio della prosecuzione della protesta in Campania può portare a ulteriori scenari di crisi per il settore. “È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore”, commenta il direttore Saccani, che lancia infine un appello “al senso di responsabilità di chi sta manifestando, a cui chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri”.
CARO CARBURANTI
LUSTRO (FILT-CGIL CAMPANIA): «DOPO L’INCONTRO CON SALVINI SERVONO FATTI
FERRAIUOLO (UILTRASPORTI CAMPANIA): «LA CAMPANIA È A UN PASSO DALLA PARALISI
Dopo l’incontro con il ministro Salvini, la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori continua. Intanto, in Campania l’emergenza è già concreta: mancano i rifornimenti di numerosi beni, gran parte dei distributori di carburante è chiuso per esaurimento delle scorte, le aziende di trasporto pubblico su gomma sono in affanno ed EAV ha annunciato riduzioni e tagli alle corse.
LUSTRO (FILT-CGIL CAMPANIA): «Siamo di fronte a un’emergenza economica e sociale che ha già superato il livello di guardia. Gli scaffali dei supermercati si svuotano, i carburanti scarseggiano e cittadini, lavoratori e famiglie stanno pagando un prezzo insostenibile. Il Governo deve intervenire immediatamente: non possiamo assistere impotenti al blocco progressivo delle attività essenziali e della vita quotidiana. Servono risposte concrete anche sul caro vita e sulla tutela dei redditi, già duramente colpiti dall’aumento dei prezzi».
FERRAIUOLO (UILTRASPORTI CAMPANIA): «Il caro carburanti sta mettendo in ginocchio l’autotrasporto e le conseguenze si stanno estendendo all’intero sistema dei trasporti e della distribuzione delle merci. Le aziende di trasporto pubblico su gomma sono in difficoltà ed EAV ha già annunciato tagli alle corse. Senza interventi immediati, garantire la continuità dei servizi diventerà sempre più difficile, con pesanti ricadute sui cittadini e sui lavoratori».
LUSTRO (FILT-CGIL CAMPANIA): «Non c’è più tempo da perdere. Gli impegni assunti devono tradursi subito in provvedimenti efficaci. Il Governo si assuma fino in fondo le proprie responsabilità».
FERRAIUOLO (UILTRASPORTI CAMPANIA):
«La Campania è vicina alla paralisi: occorre agire ora per tutelare il lavoro, garantire i trasporti e assicurare l’approvvigionamento dei beni essenziali».
CODACONS: SE BLOCCHI NON RIMOSSI OGGI STESSO SCATTERA’ DENUNCIA PER BLOCCO STRADALE E VIOLENZA PRIVATA
SINGOLI CONDUCENTI SARANNO CHIAMATI A RISPONDERE DEI DANNI PRODOTTI ALLA COLLETTIVITA’
Se i blocchi stradali attuati in Campania non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata. Lo afferma l’associazione dei consumatori a seguito dei disagi che stanno proseguendo su alcuni snodi fondamentali della Campania.
Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati.
Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio.
Protesta degli autotrasportatori, EcoAmbiente Salerno attiva un tavolo tecnico per il monitoraggio: necessari provvedimenti urgenti per scongiurare l’emergenza rifiuti
EcoAmbiente Salerno, società in house dell’Ente d’Ambito Territoriale (EDA), ha istituito un tavolo tecnico permanente con il compito di monitorare quotidianamente gli effetti della protesta degli autotrasportatori e valutare costantemente l’evoluzione della situazione nei territori serviti.
Fin dall’insorgere delle criticità, la società, principale realtà provinciale nella gestione dell’impiantistica pubblica del ciclo integrato dei rifiuti, ha attivato tutte le misure organizzative necessarie per garantire la continuità del servizio e supportare i Comuni interessati dall’emergenza. Grazie all’impegno straordinario del personale, alla piena collaborazione tra le diverse strutture aziendali, e al costante confronto con gli Amministratori locali, EcoAmbiente Salerno sta assicurando assistenza operativa ai Comuni che stanno affrontando particolari difficoltà nella gestione dei conferimenti.
Obiettivo prioritario resta quello di garantire il regolare svolgimento di un servizio pubblico essenziale, evitando ripercussioni sui territori e tutelando le comunità locali. Nonostante le attuali difficoltà operative, EcoAmbiente Salerno continua a rispondere alle esigenze dei Comuni attraverso uno straordinario sforzo organizzativo.
La società evidenzia tuttavia che, qualora la mobilitazione degli autotrasportatori dovesse protrarsi nel tempo, potrebbero manifestarsi criticità connesse ai limiti autorizzativi di stoccaggio presso gli impianti, con possibili ripercussioni sulla gestione dei flussi di rifiuti provenienti dal territorio.
EcoAmbiente Salerno e l’Ente d’Ambito proseguiranno nel costante monitoraggio della situazione, mantenendo un confronto continuo con le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti, al fine di individuare ogni soluzione utile a garantire la continuità del servizio e contenere al massimo eventuali disagi per cittadini e amministrazioni.
“Fin dalle prime ore dell’emergenza abbiamo convocato un tavolo tecnico e attivato tutte le procedure necessarie per assicurare la continuità del servizio e offrire il massimo supporto ai Comuni che stanno affrontando questa difficile situazione – dichiara il presidente di EcoAmbiente Salerno, Nicola Ciancio – Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, adottando ogni misura utile a garantire un servizio efficiente e a limitare quanto più possibile gli effetti dell’emergenza sui cittadini e sulle amministrazioni comunali. L’impegno straordinario messo in campo da EcoAmbiente Salerno e dai Comuni sta consentendo, al momento, di fronteggiare l’emergenza. Tuttavia, questa capacità di risposta non può essere considerata illimitata. Per questo motivo è necessario che vengano assunti con urgenza provvedimenti straordinari e risolutivi da parte delle autorità competenti, al fine di scongiurare conseguenze che potrebbero incidere direttamente sui servizi essenziali resi ai cittadini”.
Carburanti. Ferrante (Mit), No blocchi a oltranza al Sud, stanziato 1 mld per autotrasporto
“Le ragioni degli autotrasportatori meritano ascolto e risposte concrete e il Governo è impegnato a sostenere con misure incisive un comparto fondamentale per la nostra economia. Tuttavia, i blocchi cui stiamo assistendo da giorni in alcune regioni del Sud non possono procedere a oltranza, causando difficoltà sempre crescenti per lavoratori, famiglie e per intere filiere produttive. È il momento di dimostrare senso di responsabilità nei confronti del Paese”. Lo afferma il sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante di Forza Italia.
“Il Governo, come confermato dal ministro Salvini ad esito del primo incontro ieri con le categorie, è intervenuto con risorse ingenti – aggiunge – per fronteggiare il caro carburanti e sostenere il comparto: è stato sbloccato un miliardo di euro per l’autotrasporto, 480 milioni per il credito d’imposta e altri 590 milioni di euro sono stati sbloccati per il rinnovo del parco mezzi. Interventi che testimoniano l’attenzione verso un settore chiamato a operare in una fase geopolitica particolarmente complessa a causa dell’aumento dei costi energetici. A queste misure si affianca l’impegno a erogare i fondi per il Sea Modal Shift per le annualità 2023/2024 e 2025/2026.
Le proteste che interessano il Sud, però, stanno causando gravi criticità nell’approvvigionamento : gli scaffali dei supermercati si svuotano e le difficoltà nella fornitura di materie prime e beni essenziali stanno rallentando o costringendo a fermare anche attività produttive come i pastifici, dimostrando quanto sia essenziale garantire la continuità del trasporto delle merci. In Campania, in particolare, le proteste stanno avendo gravi ripercussioni sulla circolazione, a partire dagli snodi dell’A1 Milano-Napoli e dell’A30 Caserta-Salerno. È evidente che si tratti di una situazione insostenibile ed illegale che danneggia milioni di cittadini, famiglie e imprese.
Il Governo continuerà a sostenere il comparto, con particolare attenzione alle piccole imprese e agli operatori esclusi dal credito d’imposta, lavorando inoltre per adeguare le tariffe agli aumenti del gasolio e per compensare gli effetti della tassazione Ets sul trasporto marittimo. Il confronto al Mit proseguirà il 27 ottobre con tavoli dedicati alle esigenze del settore, ma ora è indispensabile far cessare i blocchi illegali, tutelare gli approvvigionamenti e – conclude Ferrante – garantire la continuità produttiva, nell’interesse di cittadini e imprese”.
BLOCCO TIR, MUSTO: «GOVERNO INTERVENGA, NAPOLI RISCHIA IL COLLASSO»
«La situazione sta diventando insostenibile. Il blocco dei tir rischia di mettere in ginocchio Napoli e l’intera Campania, con pesanti ripercussioni sulle attività commerciali, sui servizi e sulla vita dei cittadini. Stiamo rivivendo scenari che riportano alla memoria i momenti più difficili del Covid. Non possiamo permettere che la città precipiti nuovamente in una condizione di paralisi».
Lo dichiara in una nota Luigi Musto, consigliere comunale di Napoli e presidente della Commissione Lavoro e Politiche Giovanili.
«È necessario che il Governo assuma immediatamente la regia della vertenza e convochi un tavolo nazionale -aggiunge Musto- Servono risposte concrete, tempi certi e soluzioni urgenti. Non bastano gli appelli: occorre intervenire adesso, prima che le conseguenze diventino ancora più gravi». «Napoli e la Campania non possono essere lasciate sole. Il Governo ha il dovere di tutelare lavoratori, imprese e cittadini e garantire la continuità degli approvvigionamenti. Il tempo delle attese è finito. Serve un intervento immediato, per scongiurare il collasso», conclude Musto.
“Questa protesta è anche la nostra. Il gasolio che pesa sui camion è lo stesso che muove i nostri trattori e scalda le nostre serre: gli agricoltori pagano lo stesso conto degli autotrasportatori, e per questo chiediamo con loro risposte immediate. Ma proprio perché siamo dentro questa battaglia, sappiamo quanto costa ogni giorno di attesa. Per noi il tempo non si misura in settimane, si misura in giorni”. Così Enzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, interviene sulla mobilitazione contro il caro carburanti che da giorni attraversa il Mezzogiorno, con presidi anche lungo la A1 e la A30.Il nodo è il calendario. Il ponte di Ognissanti è una delle ricorrenze più importante dell’anno per la floricoltura tradizionale e vale da solo circa un quinto del fatturato delle aziende. Cooperative e imprese campane hanno investito mesi di lavoro, energia e manodopera per arrivare pronte a questi giorni. Se entro quattro giorni i mezzi non tornano a muoversi, quel prodotto non raggiungerà né i mercati né i cimiteri.”Un fiore reciso non si mette in magazzino – spiega Malafronte. Ha una vita di pochi giorni: se non parte, si butta. Il rischio concreto è mandare al macero il raccolto di un’intera stagione. Questo significherebbe perdite che molte aziende non sono in grado di assorbire e quindi sarebbero costrette a chiudere. Non dimentichiamo che in questo momento i mercati del nord Italia sono approvvigionati da aziende estere che sopperiscono al nostro mancato arrivo di fiori. Uno scenario che ci riporta dritti al lockdown del 2020, quando abbiamo visto distruggere i fiori nelle serre. Allora c’era una pandemia, oggi c’è una vertenza che si può risolvere attorno a un tavolo”.
La Campania è tra le regioni leader del florovivaismo italiano ed in particolare per il fiore reciso: un patrimonio produttivo e occupazionale che rischia di pagare due volte, prima con i rincari e poi con il blocco.
“Il Governo deve rispondere subito, a chi guida i camion e a chi coltiva la terra. Nell’attesa va garantito il transito delle merci deperibili: sarebbe paradossale che una protesta nata contro il caro gasolio finisse per distruggere il lavoro di chi quel caro gasolio lo subisce ogni giorno. Salvare i fiori di Ognissanti significa salvare il lavoro di centinaia di famiglie campane” – conclude Malafronte.
𝗖𝗔𝗥𝗢 𝗖𝗔𝗥𝗕𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗠𝗔𝗧𝗘𝗥𝗜𝗘 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗘
𝗡𝗔𝗣𝗢𝗟𝗜 𝗘 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗔𝗡𝗜𝗔 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗜𝗡 𝗚𝗜𝗡𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗦𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜 𝗦𝗜 𝗘’ 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗟𝗜 𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗜 𝗘 𝗗𝗜𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗕𝗜𝗧𝗢!
In ore drammatiche per la nostra città e la Regione, con i supermercati vuoti, le pompe di benzina chiuse e snodi autostradali paralizzati, abbiamo un governo nazionale che pensa solo a creare nuovi reati, a inasprire sanzioni che non fanno altro che inasprire lo scontro sociale cui invece si dovrebbe porre rimedio con serie garanzie a quegli autotrasportatori e agricoltori che sosteniamo e meritano rispetto in quanto spina dorsale del Sud più operoso e produttivo.
I tavoli organizzati dall'”eccellente” ministro Salvini fanno acqua da tutte le parti, intanto cresce la preoccupazione sia per la tenuta dei servizi quotidiani, ma soprattutto per quella dei servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti, le mense e il trasporto scolastico così come il trasporto pubblico, i pronto soccorso e i reparti dei nostri ospedali.
Invece il governo non batte nessun colpo serio e concreto. Cos’altro deve succedere perché questo colpo arrivi? Quanti altri schiaffi dovremo subire dopo quelli ricevuti per l’abbandono delle periferie, il totale disinteresse verso scuola, sanità e lavoro, una politica energetica che, come in Spagna, avrebbe dovuto dare una sterzata definitiva sulle rinnovabili?
Noi non ci stiamo a questa politica inetta e inerme. Il Partito Democratico con la segretaria Schlein ha proposto un tetto dinamico e temporaneo al prezzo del carburante, da attivare in caso di emergenza; il meccanismo delle accise mobili e la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche.
Anche il gruppo consiliare in Regione ha proposto con una mozione un fondo regionale di emergenza carburanti da almeno 20 milioni di euro, ristori alle imprese pagati entro sessanta giorni, credito agevolato e un piano per la logistica delle aree interne.
Noi ci siamo, il governo ci sia e lo faccia al più presto!
#senzasosta #immagiNapoli #GennaroinConsiglio
Gennaro Acampora
Capogruppo PD Comune di Napoli
Carburanti, ANCI Campania scrive ai cinque Prefetti: “Criticità nei Comuni, necessario garantire i servizi essenziali”
Il presidente Morra: “Comprendiamo le difficoltà dell’autotrasporto. Serve un coordinamento istituzionale per tutelare le comunità e individuare soluzioni condivise”
ANCI Campania ha formalmente rappresentato ai Prefetti delle cinque province campane la situazione di crescente difficoltà che stanno vivendo numerose amministrazioni comunali a seguito delle mobilitazioni nel settore dell’autotrasporto e della logistica, che stanno determinando significative ripercussioni sull’approvvigionamento dei carburanti e sulla distribuzione di beni essenziali.
Con una nota ufficiale, il presidente Francesco Morra ha richiamato l’attenzione sulle numerose segnalazioni pervenute dai sindaci e dalle amministrazioni comunali, evidenziando criticità concrete nella gestione quotidiana dei servizi pubblici e la necessità di individuare tempestivamente misure di coordinamento.
In particolare, le difficoltà riguardano la raccolta e la gestione dei rifiuti urbani, con la chiusura temporanea di alcune isole ecologiche e il rischio di ripercussioni sul servizio porta a porta, soprattutto per la frazione organica. Si registrano inoltre problemi nell’approvvigionamento delle derrate alimentari destinate alle mense scolastiche, nel trasporto degli alunni e delle persone fragili, nei servizi di assistenza domiciliare e nelle attività della Polizia Locale e della Protezione civile.
“Non si tratta di criticità soltanto potenziali, ma di situazioni che stanno già incidendo concretamente sulla capacità dei Comuni di assicurare la regolare erogazione dei servizi ai cittadini”, si evidenzia nella comunicazione trasmessa ai Prefetti.
Alla luce delle segnalazioni ricevute, ANCI Campania ha proposto l’attivazione urgente di un tavolo di coordinamento istituzionale presso le Prefetture, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, degli enti competenti e dei rappresentanti dei settori dell’autotrasporto, della distribuzione dei carburanti, della logistica e della gestione dei rifiuti.
L’obiettivo è individuare soluzioni condivise che consentano di garantire la continuità dei servizi pubblici fondamentali, anche attraverso la definizione di priorità nei rifornimenti destinati ai mezzi comunali e ai gestori dei servizi essenziali, la salvaguardia delle forniture alimentari per le mense scolastiche e il superamento delle criticità che interessano il ciclo dei rifiuti.
“Comprendiamo le difficoltà che stanno attraversando gli operatori dell’autotrasporto e siamo consapevoli delle problematiche che interessano il settore. Allo stesso tempo, riteniamo necessario assicurare la continuità dei servizi fondamentali per le nostre comunità” – dichiara Francesco Morra, presidente di ANCI Campania.
“La nostra iniziativa si colloca in uno spirito di piena collaborazione istituzionale. Abbiamo ritenuto opportuno sottoporre tempestivamente ai Prefetti le segnalazioni dei sindaci, affinché si possa favorire un confronto tra tutti i soggetti interessati. È importante prevenire ulteriori difficoltà, individuando risposte equilibrate che tengano conto delle esigenze dei diversi settori e, soprattutto, della necessità di garantire i servizi ai cittadini”.
ANCI Campania ha inoltre proposto l’attivazione di un monitoraggio costante delle situazioni segnalate dai Comuni, per consentire interventi mirati nei territori maggiormente interessati ed evitare che le difficoltà attuali possano evolvere in emergenze di carattere sanitario, ambientale e sociale.
“Confidiamo nell’attenzione e nella sensibilità dei Prefetti. ANCI Campania conferma la propria piena disponibilità a contribuire a questo percorso di coordinamento, facendosi portavoce delle esigenze delle amministrazioni comunali e collaborando all’individuazione di soluzioni concrete a tutela delle comunità locali” – conclude Morra.
















