«Finalmente qualcosa si sta smuovendo. Sui giornali e nei tg ultimamente sentiamo parlare più spesso di sicurezza stradale. Purtroppo, anche a causa dei terribili incidenti che si stanno verificando, con vittime giovanissime. Speriamo che si continui a parlarne e che il Governo si smuova e venga finalmente modificata la legge sull’omicidio stradale». A parlare è Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada ODV (AUFV), che riunisce tre associazioni: l’AUFV, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv e l’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV.

«Bisogna aggiornare il codice della strada, che è fermo al 1992, quando gli smartphone che oggi causano tanti incidenti non esistevano», dice Pallotti, che nei giorni scorsi ha rilasciato una lunga intervista a Famiglia Cristiana dove spiega le proposte delle associazioni, «ma è necessario anche riformare il codice delle RC auto, introducendo una rendita mensile al posto del risarcimento per i familiari delle vittime della strada. La rendita deve essere reversibile per i coniugi e i figli, così si crea spirito di squadra tra i familiari e non succede più che persone rimaste infortunate gravemente vengano abbandonate in ospizio o siano costrette ad andare alla Caritas perché i familiari hanno incassato i soldi del risarcimento e poi li hanno abbandonati».

Continua Pallotti: «La repressione è importante, punire i responsabili degli omicidi stradali e dare giustizia alle vittime e alle loro famiglie deve essere imprescindibile. Ma sarebbe sbagliato concentrarsi solo su questo. Bisogna puntare soprattutto sulla prevenzione, e quindi sull’educazione stradale nelle scuole, che dovrebbe diventare obbligatoria, e sui controlli sulle strade, che devono essere fatti con serietà».

«Vedere giovani in moto senza casco o in auto senza le cinture di sicurezza e poi chiudere un occhio equivale a rendersi complici di eventuali incidenti», aggiungono Biagio Ciaramella, vicepresidente delle tre associazioni, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV, «bisogna educare i giovani a non mettersi alla guida dopo aver bevuto o fatto uso di droga e, qualora non rispettando il codice della strada finiscano per provocare un incidente, bisogna punire. Non cerchiamo vendetta, ma è necessario che chi commette omicidio stradale si renda conto del male che ha provocato alle famiglie delle vittime, che da quel momento sconteranno un ergastolo di dolore. Un omicidio è un omicidio, a prescindere che sia voluto o no. E chi lo commette deve andare in carcere, poi saranno i giudici a stabilire se è il caso di scarcerare i responsabili. Le condanne, poi, devono essere giuste: non si può punire con pene irrisorie chi provoca la morte di una persona».

«È importante che si parli sempre di più di sicurezza stradale», continuano Pallotti, Ciaramella e Ronzullo, «ringraziamo Famiglia Cristiana per aver dedicato nove pagine alla questione, e ringraziamo anche tutti i giornali e i tg che, parlandone, ci aiutano a sensibilizzare».

Pallotti conclude: «Bisognerebbe poi creare un sindacato unitario che faccia sentire la propria voce in Parlamento. E sensibilizzare il più possibile, in tutti i modi e le forme utili, perché avere una bella legge non basta, se poi non si educa la gente, soprattutto i giovani, a rispettarla e chi di dovere a farla rispettare».

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