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NAPOLI – “Un altro locale storico di Napoli cede alla crisi e lo fa in una maniera del tutto singolare visto che i gestori dell’Amadeus, in piazza Amedeo, stando a quanto raccontano gli abitanti della zona, una mattina hanno trovato le serrande saldate”.

A raccontare la vicenda sono il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza aggiungendo che “a saldare le serrande sarebbe stato il proprietario dell’immobile stanco di dover aspettare per avere le mensilità dell’affitto che i gestori del bar non pagavano ormai da mesi”.“Al di là della singolarità della vicenda, la chiusura dell’Amadeus toglie a Napoli un altro locale storico e testimonia ancora una volta le difficoltà che sta incontrando il commercio a Napoli e, soprattutto, la difficoltà per molti a tenere aperte le attività anche e soprattutto per i costi di affitto particolarmente alti in alcune zone visto che in piazza Amedeo, dove aveva chiuso anche il Chez moi ora è rimasto un solo bar” hanno concluso Borrelli e Simioli per i quali “bisognerebbe pensare a qualche forma di aiuto per i commercianti per evitare che altre attività chiudano desertificando molti quartieri o lasciando spazio solo ad agenzie di scommesse”.

 

Vomero, ha chiuso la storica salumeria Marra in via Luca Giordano

“Un noto proverbio della cultura popolare recita “non c’è due senza tre” e anche in questa occasione ha trovato purtroppo una puntuale conferma – esordisce amareggiato Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Difatti, nel solo ultimo mese, dopo aver registrato la scomparsa di due ditte storiche del Vomero, la trattoria Sica e la ditta Ciccolella, entrambe  in via Bernini, dopo quasi sessant’anni di vita chiude un altro negozio che per lustri ha rappresentato un pezzo di storia del quartiere, la “Gelateria Cremeria Marra” in via Luca Giordano, 145. Già ieri le saracinesche del negozio erano abbassate e i locali apparivano completamente svuotati da merci. Resta ancora l’antica insegna ma tra poco anche quella è destinata a scomparire. Al posto dell’antica salumeria arriverà l’ennesimo bar “.“Molti vomeresi – continua Capodanno – ricordano ancora il grave atto delinquenziale, avvenuto nell’agosto di dieci anni fa quando, di domenica, alcuni malviventi, successivamente identificati e arrestati, penetrarono nella salumeria e picchiarono selvaggiamente un giovane dipendente e l’anziano titolare, Renato Marra, per costringerlo a consegnare le chiavi della cassaforte dove era custodito il danaro, come raccontano le cronache dell’epoca “.“Purtroppo, nel silenzio delle istituzioni preposte – prosegue Capodanno -, aziende che, in oltre mezzo secolo di vita, hanno reso famosi gli esercizi commerciali di tradizione del Vomero, continuano a scomparire. E l’elenco si allunga e si aggiorna continuamente con una preoccupante cadenza ravvicinata. Negli ultimi anni hanno chiuso il Bagaglino, Abet, Coppola. Daniele, il negozio di fiori Cimmino, nel solo tratto pedonalizzato di via Scarlatti, le librerie Guida in via Merliani e Loffredo in via Kerbaker. Per ricordarne alcuni ma l’elenco è molto più lungo “.“Una trasformazione quella settore commerciale vomerese che ha subito un’improvvisa ed emblematica impennata dall’inizio di questo secolo – sottolinea Capodanno -. Al posto delle botteghe artigianali e di esercizi commerciali di antiche tradizionali famiglie vomeresi, che si trasmettevano di padre in figlio, sono arrivate attività di ogni tipo, principalmente a carattere gastronomico, come bar, gelaterie, ristoranti e paninoteche. Una trasformazione che meriterebbe certamente un’attenzione e un’analisi più approfondita da parte degli enti e degli uffici a tanto preposti  “.

 

 

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