SANT’ANTIMO – La notte del 20 settembre 2020, a Sant’Antimo, la vita di Gaetano Barbuto Farraiuolo cambiò per sempre. Una serata di divertimento con gli amici finì in tragedia. Una banale lite scoppiata per una discussione sulla viabilità si trasformò in un’aggressione a mano armata e Gaetano fu sparato alle gambe che poi perse in seguito alle ferite riportate.

Tre ragazzi, all’epoca dei fatti, di di 28, 26 e 19 anni, di Sant’Antimo e Grumo Nevano, furono fermati ed accusati di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Con il processo tenutosi presso il tribunale di Aversa, a due anni e mezzo da quel tragico evento criminale, si è arrivati ad un verdetto sconcertante.

 

Assolti per non aver commesso il fatto. È la sentenza choc pronunciata dal tribunale di Aversa per il ferimento di Gaetano Barbuto Ferraiuolo, il ragazzo di Sant’Antimo raggiunto da colpi di pistola alle gambe in corso Europa al culmine di una lite.

Nonostante l’affetto e il sostegno di tante persone Gaetano e la sua famiglia amareggiati per quello che è successo hanno deciso di non rispondere più al telefono a nessuno e di lasciare la casa dove vive a Sant’Antimo.

Nel pomeriggio alcuni cittadini sono andati con il deputato dell’Alleanza Verdi la Sinistra Francesco Emilio Borrelli, i conduttori radiofonici Gianni Simioli e Serena Li Calzi sotto casa di Gaetano a manifestare la loro solidarietà alla giovane vittima.

“Se nessuno pagherà per aver privato Gaetano delle gambe come potrà mai credere nella giustizia questo ragazzo? dichiara il deputato dell’alleanza Verdi la Sinistra Francesco Emilio Borrelli – Possibile mai che non si sia stati in grado di scoprire i responsabili di una simile atrocità? Noi non vogliamo che Gaetano sia abbandonato al suo destino. Non è una vittima di serie C. Per questo continueremo a sostenerlo e a chiedere assieme a lui giustizia.

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