AMALFI – Centinaia di scarpe rosse abbandonate lungo i gradini della scalinata monumentale del Duomo di Amalfi a ricordare tutte le vittime di Femminicidio. Tante, ancora troppe vite spezzate dalla furia omicida. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite Amalfi lancia un messaggio forte attraverso un flashmob per dire basta ad ogni violenza di genere.

Presenti tantissime donne, gli studenti dell’Istituto Superiore “Marini Gioia” di Amalfi, le Associazioni di volontariato, la Pro Loco, il Forum dei Giovani, la Magistra di Civiltà Amalfitana Marisa Cuomo, insieme alla Consigliera Enza Cobalto e all’Assessore Francesca Gargano promotrici dell’iniziativa.

In primo piano anche una corona d’alloro per Giulia Cecchettin e un orsacchiotto per Giulia Tramontano, a sottolineare un sogno spezzato

«Al suono della campana delle ore 12, un corteo silenzioso si fa spazio lungo la scalinata, dall’atrio della Cattedrale di sant’Andrea, portando con sé un paio di scarpe rosse. Niente parole superflue. Nessuna retorica. Gesti, colori e simboli che raccontano un impegno concreto. Ferme, immobili, con i corpi in tensione per testimoniare il dolore, per poi dileguarsi tra la folla in maniera disinvolta, ritornando alla propria quotidianità. La performance intende sottolineare l’effimero impatto sociale del femminicidio: sconvolge gli animi, il comune sentire, ma poi sembra dimenticarsene. Noi vogliamo dire basta – afferma la Consigliera con delega agli Eventi del Comune di Amalfi – La morte di Giulia Cecchettin ha colpito profondamente tutti noi, anche i più giovani. La violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani, come sancito dalla Convenzione di Istanbul. Attraverso il flashmob di oggi ad Amalfi vogliamo sottolineare ogni forma di violenza, non solo l’omicidio fisico, ma anche quella più invisibile, psicologica o collegata alla rete, come il grooming, ovvero l’adescamento dei minori in rete, il revenge porn, il cyberbullismo. Ogni forma di sopruso o di prevaricazione».

Il Duomo, di pomeriggio, si illumina di rosso come monumento civile, che rompe lo sguardo dei passanti e apre le coscienze.

In Italia dal primo gennaio fino al 21 novembre 2023 sono state uccise 106 donne. Dopo l’assassinio di Giulia Cecchettin, poche ore dopo una donna di 70 anni è stata strangolata dal marito.

Ogni 5 ore nel mondo viene uccisa una donna. La quasi totalità dei femminicidi avviene in ambito familiare o affettivo: secondo l’Istat ogni anno le donne uccise da partner o ex sono il 55-60% del totale, mentre per gli uomini questo dato è fisso al 3%.

Nel 2022 in totale in Italia i femminicidi sono stati 126, di cui 104 commessi in ambito familiare o affettivo; nel 2021 invece il numero delle donne uccise. Neanche la pandemia ha fermato questa strage: nel 2020 infatti le vittime sono state 116. Nel corso degli anni in Italia questi numeri non sono cambiati molto e sono in linea con quelli di altri paesi europei e non c’è regione italiana immune da questa tragedia.

«Amalfi si mobilita. La battaglia contro la violenza coinvolge tutti, uomini e donne. È indispensabile promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione a partire dalle scuole, tra i giovani e per intensificare la conoscenza e la diffusione del numero verde 1522 – afferma il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano – Bisogna educare alle emozioni, alle relazioni reali. Esistono tante forme di violenza: fisica o sessuale, ma anche psicologica ed economica, umiliazioni, controllo, stalking ed intimidazione, nonché economica, con privazioni o limitazioni. Invito tutte le donne e le nostre giovani a denunciare gli episodi di violenza. Solo denunciando e raccontando la violenza, si può creare la rete di protezione, per difendere la libertà e la sicurezza delle donne».

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