NAPOLI – Si sono fatti scudo del proprietario che hanno tenuto in ostaggio per alcuni minuti così da impedire l’ingresso della polizia e poi hanno lanciato dei fumogeni per allontanarsi senza problemi, ostacolando così l’ingresso degli agenti.

Colpo della banda del buco nella gioielleria Trucchi in piazza Santa Caterina a Chiaia, a pochi passi da piazza dei Martiri, nel salotto di Napoli.

Quattro i banditi armati entrati in azione, arrivati nella gioielleria dalle fogne.

Dopo il colpo – il bottino è ancora da quantificare – i rapinatori si sono allontanati nel sottosuolo anche se uno dei quattro – o forse il ‘palo’ che attendeva fuori – è stato visto allontanarsi a piedi. Si tratta del terzo colpo in meno di una settimana della banda del buco.

Con la stessa tecnica sono stati rapinati prima un istituto bancario in piazza Carità e poi l’ufficio postale in via Pontano.

“La rapina della “banda del buco” alla gioielleria Trucchi in piazza Santa Caterina, con il proprietario preso in ostaggio e i fumogeni per garantire la fuga ai ladri, rappresenta l’ennesimo capitolo di una escalation criminale che sta investendo la città. La situazione è precipitata nell’ultimo anno. A Napoli sembra di essere tornati negli anni Ottanta con i fenomeni delinquenziali che si succedono senza soluzione di continuità. Camorra, microcriminalità, bande di rapinatori e delinquenti comuni stanno allungando le proprie mani sulla città.

Ne fa le spese soprattutto il tessuto economico con i commercianti che, oramai, rappresentano il bancomat dei malviventi”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Affermare che Napoli non viva una condizione di crisi significa negare la realtà. Dal ministro dell’Interno Salvini abbiamo ascoltato solo parole ma la realtà è che i rinforzi alle forze dell’ordine promessi dal capo del Viminale sono ancora un miraggio.

E così polizia e carabinieri, sottodimensionati sul piano del personale, continuano la loro battaglia in una condizione di difficoltà, con i delinquenti che fanno il bello e il cattivo tempo”. (Ansa)

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