NAPOLI – La Augustissima Compagnia della Santa Croce, con sede a Forcella, è la più antica arciconfraternita di Napoli, risalente alla fine del XIII secolo, ed è una delle più antiche istituzioni con continuità d’uso. Ha sede a Forcella, con ingresso da vico Croce a Sant’Agostino e via Cesare Sersale. Patrimonio della Augustissima è una bella chiesa monumentale con antico coro, nonché uno straordinario giardino dove si riunirono i cospiranti della Congiura dei baroni. Dopo che è stato posto rimedio ai danni del terremoto, la Augustissima è in fase di rilancio, nelle sue attività culturali e sociali. In particolare è stata scelta come partner di primaria importanza dalla Associazione Altra Napoli: questa dopo aver in sette anni rilanciato il tessuto sociale della Sanità, puntando sul coinvolgimento dei giovani, sulla creazione di fiducia e consapevolezza nei confronti del quartiere, e non di meno facendo convogliare fondi da enti privati, ha deciso che esaurita la sua funzione alla Sanità si dedica all’obiettivo del recupero di Forcella.

Come è tristemente noto, il quartiere Forcella è particolarmente degradato, molto depresso sotto il profilo economico, e si è segnalato nelle cronache degli ultimi anni soprattutto per episodi di criminalità. È in corso un progetto di recupero sociale e produttivo finalizzato al riscatto dal degrado e dalla illegalità, il cosiddetto progetto Forcella che ha già ricevuto il plauso programmatico e il sostegno del Presidente della Repubblica, puntando sul turismo, sulle pizzerie tradizionali della zona e soprattutto sugli importanti beni culturali, tra cui assume appunto un ruolo di spicco il complesso della Santa Croce.,. La Augustissima è parte del progetto di Forcella, come sede dell’ensamble musicale e soprattutto come importante bene culturale fulcro di una nuova offerta turistica. In questo ambito si colloca il ritorno dal Museo di San Martino della preziosa pala d’altare di eccezionale valore artistico.

Il gruppo partenopeo del Rotary International è costituito dai 10 Club storici di Napoli e da quest’anno sta sviluppando un programma comune di valorizzazione del patrimonio dei Beni Culturali di Napoli, promuovendoli
opportunamente. Il programma è incentrato sull’attivazione di un punto di aggregazione on-line di competenze ed interessi di tutti gli stakeholder, che nella fattispecie sono tutti gli attori dei siti, sedi di Beni Culturali, dagli esperti docenti e studiosi agli Enti ed alle imprese e da tutti gli operatori economici commercianti, artigiani, professionisti, ecc., nonché gli stessi abitanti e le scuole le università del territorio, dovendosi prevalentemente cercare di coinvolgere i giovani.

Il gruppo partenopeo del Rotary International ha quindi fatta propria tale iniziativa, affiancandosi alla Compagnia della Santa Croce in questo ambizioso progetto ed in particolare partecipando a questa specifica fase di
– restauro conservativo di un’importantissima pala d’altare quattrocentesca, il cosiddetto Retablo della Santa Croce, dipinto di notevole formato e di grandissima importanza attribuito a Pietro Buono, e alla ricollocazione nella sua sede originaria, la monumentale Chiesa della Augustissima Compagnia della Santa Croce sita nel quartiere di Forcella in Napoli, dalla quale fu asportata per precauzione nel 1980, dopo il terremoto. Se il primo è più immediato obiettivo è quello di salvaguardare un bene culturale di primaria importanza, renderlo fruibile e godibile con tutti i suoi valori culturali, e preservarlo per le generazioni future, non va trascurato un ulteriore obiettivo di carattere sociale e di sviluppo economico. In questa prospettiva, il Retablo restituito al suo splendore artistico grazie al Gruppo Partenopeo del Rotary si troverebbe ad essere il simbolo del riscatto culturale del quartiere e attrattiva essenziale dei nuovi percorsi turistici di Forcella, finalizzati non solo al recupero di questo ambito urbano ma anche al decongestionamento di altre zone del centro storico napoletano, troppo gravate di visitatori.
Il progetto, nonostante i problemi dei ritardi dovuti ai noti problemi del corona – virus, è stato avviato e portato a termine in questo anno rotariano con il restauro del Retablo, grazie alla disponibilità dell’ente che lo custodisce, il Museo di San Martino, che ha consentito il restauro nei suoi locali, dove fu trasferito dall’ente proprietario la Augustissima Compagnia della Santa Croce, dopo il terremoto del 1980.
La realizzazione del restauro, condiviso dai 10 club napoletani che compongono il “Gruppo Partenopeo”, con il prezioso contributo del Governatore Pasquale Verre del “Rotary District 2100” e di ”The Rotary Foundation Arch Klumph Society Major Donor, Carmen Siniscalchi Bellia, costituisce ulteriore motivo di soddisfazione per l’attivazione di nuove sinergie e di condivisione di nuovi sviluppi per Napoli e il suo enorme patrimonio di bellezze, spesso anche non conosciute agli stessi napoletani.
Le ricadute derivanti da tale intervento sono notevoli; infatti, con il ritorno del Retablo sull’altare della Chiesa, si darà nuovo impulso al progetto Forcella, già attivato a Natale scorso, quando fu presentato anche il progetto del restauro, in occasione della inaugurazione de “la Casa di vetro”, primo intervento del più vasto piano di recupero de “L’altra Napoli Onlus” per il recupero ed il rilancio del quartiere di Forcella sul modello di quanto già realizzato nel quartiere della Sanità.

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