NAPOLI – Desertificazione bancaria: First Cisl: servono Osservatori regionali per il credito “Osservatori regionali del credito multipartecipato con funzioni consultive per coniugare la tutela del risparmio e l’interesse del Paese guidati direttamente dai Presidenti di Regione o da asssessori con delega in materie economiche e partecipati da sindacati, associazioni d’impresa, associazioni bancarie, associazioni dei consumatori e Guardia di Finanza” è questa una delle proposte lanciate nel corso del convegno “Quali politiche per la coesione territoriale nel contesto della desertificazione bancaria” che si è tenuto oggi a Napoli e promosso dalla First Cisl Campania, la federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario, per canalizzare le risorse del Pnrr in modo mirato. “La desertificazione bancaria discende direttamente dal gran numero di fusioni che negli ultimi anni hanno portato le prime cinque banche del Paese a controllare oltre il 50% del mercato domestico e dall’ossessiva volontà di ridurre i costi operativi – ha dichiarato il segretario generale Riccardo Colombani – E’ un fenomeno che ha colpito in modo più duro il Sud. Oggi la Campania è l’unica regione italiana nella quale le banche hanno abbandonato anche comuni di grandi dimensioni: un problema per tante imprese e soprattutto per le famiglie, aggravato dal bassissimo utilizzo dei servizi bancari on line”. Quasi il 40% del territorio bancario è stato colpito dalla desertificazione bancaria, 690mila persone risiedono in comuni privi di sportelli, tra il 2015 e il 2022 ne sono stati privati oltre un terzo, oltre 37 mila le imprese che hanno sede in comuni che ne sono privi. La proposta dell’osservatorio ha trovato favorevoli i partecipanti al convegno, a cominciare dall’assessore regionale Antonio Marchiello che ha rilanciato con l’istituzione di ”un tavolo costante con banche, sindacati ed associazioni che possono contribuire a migliorare e sviluppare l’economia del territorio.” “È necessaria ed urgente l’acquisizione di competenze per utilizzare tutti i fondi europei. Bisogna valorizzare le eccellenze per creare un sistema di rete permanente che preveda buone prassi. Ognuno deve mettere sul tavolo ciò che sa fare – ha affermato Doriana Buonavita, segretaria generale della Cisl Campania – occorrerebbe una strategia e una maggiore attenzione da parte della politica per evitare che le debolezze strutturali del nostro territorio frenino lo sviluppo e i vantaggi che potrebbero arrivare dall’uso delle risorse che invece dovranno servire anche a ridurre i divari territoriali oltre che promuovere e favorire la ripresa economica soprattutto delle aree interne”
Per Felice delle Femine, direttore generale della Banca di Credito Popolare, “ci vuole competenza ed empatia per favorire lo sviluppo di questo territorio. L’utilizzo del Pnrr può facilitare l’attuazione di misure di sviluppo. L’impegno deve coinvolgere tutte le parti, anche quelle politiche”. “Bisogna restituire all’impresa centralità come luogo di progresso economico e sociale di un territorio – ha affermato Luigi Traettino, Presidente di Confindustria Campania, favorevole “sul fare sistema perché il confluire di diverse prospettive può portare a buoni risultati, creare opportunità e fermare l’emorragia di giovani”. “Il nostro modello di banca va spesso in contro tendenza per cercare di essere al fianco degli imprenditori piccoli, medi e grandi di Napoli perché crediamo nei progetti prima ancora che nei risultati che derivano dai freddi algoritmi. Per questo motivo abbiamo elaborato il concetto di algoretica che affianca quello rating umano per identificare le buone idee che nascono nel nostro territorio e che fino ad oggi ci hanno dato ragione perché bassissime sono sempre state le sofferenze e altissimi invece i risultati ottenuti; ed è per questo motivo che noi vogliamo essere anche un modello per altri istituti per invitarli a investire sul nostro territorio per farlo crescere” ha chiosato Amedeo Manzo, Presidente Bcc Napoli”.

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