De Laurentiis rinnova la fiducia a Giuntoli: contratto di 5 anni!

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NAPOLI – Cristiano Giuntoli è stato riconfermato come Direttore Sportivo del Napoli.

Ad annunciarlo Aurelio De Laurentiis dal ritiro del Napoli a Salisburgo.

Giuntoli nelle ultime ore ha apposto la firma a un contratto di 5 anni.

Un segnale di programmazione a lungo termine da parte del Napoli e di fiducia nei confronti del direttore che negli ultimi anni ha conquistato la fiducia dle patron partenopeo.

Nel corso dell’incontro con la stampa ADl ha spiegato che il gap con Juve si riduce indebitandoci e lui non ha nessuna intenzione di farlo: “Se io devo ridurre il mio gap con le grandi d’Europa, ma parlo di qualsiasi squadra, dovrei indebitarmi perché loro fatturano 800-900mln, pure la Juve che fattura 400-500 dovrebbe indebitarsi.

Io non posso farlo.

Sono considerato virtuoso perché non mi indebito, mi sono indebitato con me stesso quando ho messo 100mln miei personali per tornare subito in serie A.

All’interno di certe realtà, con la quotazione anche pubblica, ci sono tanti a metterci bocca e tanti discutono se fare il salto di qualità. Ma questo non si fa solo mettendo soldi, ma anche come regolamenti.

In Italia nessuno, neanche Lotti, Giorgetti, nessun presidente, Gravina, Malagò non hanno capito del cambio epocale di Veltroni sulle società.

Qui si continua a dire che i club sono dei tifosi, è giusto, noi lavoriamo per i tifosi, ma da questo ai tifosi proprietari ce ne passa. E’ una vecchia mentalità che ieri mi ha fatto scappare dalle Universiadi.

Il Commissario è un genio, persona di grande livello, ma al tavolo mi ritrovo sempre con i populisti che vengono a fare gli imbonitori dei propri elettori.

Prendono in giro solo gli ignoranti, io non voglio offendere nessuno ma c’è anche chi non è in grado di scegliere il giusto e sbagliato e allora si accoda.

Il populista ha bisogno di elettori per passare dal Comune alla Regione.

Io sono l’unico titolare del club, sentiti i miei collaboratori poi decido io senza sentire consigli d’amministrazione.

In altri paesi ci sono gli arabi, in Spagna è ancora diverso dove neanche Florentino è il vero proprietario del Real. è una Europa disunita e speriamo che l’ECA con Agnelli si contrapponga all’Uefa per riuscire tutti insieme a cambiare le regole del gioco.

Anche lì populisticamente dovremmo far giocare tutti, ma non è possibile perché c’è lo stadio virtuale e le tv ti obbligano a far giocare le squadre più forti. Dispiace dirlo perché la cenerentola deve poter vivere la favola e trovare il principale, ma quelle sono le favole.

La Superlega sarebbe chiusa, lasciando poi la serie A. In Italia la serie A mantiene tutte le categorie, dovrebbe avere voce in capitolo, invece lascia a Lotito il gioco delle tre carte”.(Intervista fonte Tuttonapoli.net)

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