KIEV – Notte di bombardamenti, morti e paura in Ucraina. Le truppe russe da ieri sera e attualmente stanno bombardando i territori ucraini. Una pioggia di missili ha colpito le principali città tra cui Kiev e Kharkiv.

L’ultima notte è stata “brutale”: le truppe russe hanno attaccato “zone abitate da civili”, dove non ci sono infrastrutture militari. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

I russi hanno colpito un sito di smaltimento di rifiuti radioattivi a Kiev. Lo riferisce il Kyiv Independent. Secondo un primo rapporto dell’Autorità nazionale per la regolamentazione nucleare dell’Ucraina, non ci sono minacce per le persone fuori dalla zona di protezione sanitaria. Il Servizio di emergenza statale ucraino ha precisato che il bombardamento sul sito non ha portato alla depressurizzazione dello stoccaggio di sostanze radioattive: è stata colpita la recinzione del sito, mentre l’edificio è rimasto intatto.

Battaglia ancora in corso a Kharkiv tra forze russe e ucraine. In questo video i soldati ucraini stanno ancora combattendo contro i russi. Nella città un palazzo di nove piani è stato colpito da un missile russo: una donna è morta e altre 20 persone sono state evacuate. Altri 60 residenti nel palazzo si erano rifugiati nello scantinato e nessuno di loro è rimasto ferito.

L’attacco russo ha fatto saltare in aria un gasdotto a Kharkiv. Lo riporta il Kyiv Independent mostrando un video dell’esplosione e delle fiamme del Servizio per le comunicazioni speciali dell’Ucraina. La città nordorientale del Paese è da ore sotto pensanti bombardamenti.

Nella stessa regione di Kharkiv le forze russe hanno catturato 471 soldati ucraini, secondo quanto ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax. I soldati si sarebbero “arresi volontariamente”. Putin ha elogiato l'”eroismo” delle Forze Speciali.

Almeno 64 civili sono stati uccisi da quando la Russia ha invaso l’Ucraina e oltre 170 sono rimasti feriti, secondo un bilancio dell’Onu. In totale sono state colpite 240 persone, 64 delle quali sono morte, secondo l’Onu, inoltre i danni alle infrastrutture civili hanno privato centinaia di migliaia di persone dell’accesso all’elettricità o all’acqua. Centinaia di case, prosegue l’Onu, sono state danneggiate o distrutte, mentre ponti e strade danneggiati dai bombardamenti hanno lasciato alcune comunità tagliate fuori dai mercati. Oltre 210 civili ucraini sono stati uccisi e più di 1.100 sono rimasti feriti dall’inizio dell’invasione russa nel Paese, sono i dati del governo di Kiev.

Stamane i rappresentanti del Cremlino hanno dato un ultimatum al presidente Zelensky per una resa. Mosca aspetterà, si legge in una nota, la risposta dell’Ucraina per un incontro e trattative a Gomel fino alle 15 ora locale, le 13 in Italia.

A parlare con la stampa stampa il ​​capo della delegazione russa a Gomel, l’aiutante presidenziale Vladimir Medinsky. “Proponiamo con calma quanto segue: fino alle 15 continuiamo ad essere qui e aspettiamo la risposta della parte Ucraina a conferma della propria decisione di avviare trattative a Gomel. Non appena riceveremo questa conferma, incontreremo i nostri colleghi nelle trattative. Siamo a favore della pace”, ha detto Medinsky. “In caso di rifiuto di negoziare, tutta la responsabilità dello spargimento di sangue sarà dalla parte Ucraina”, ha concluso, come riporta Ria Novosti.

Secca la risposta del presidente ucraino: “No a negoziati da dove partono gli attacchi”. L’Ucraina è aperta ai negoziati con Mosca, ma non in Bielorussa: lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, repingendo così la proposta avanzata dal Cremlino.

“Vogliamo questo incontro, vogliamo che la guerra finisca. Varsavia, Bratislava, Budaspest, Istanbul, Baku. Le abbiamo proposte tutte ai russi. Sì, e qualsiasi altra città di un Paese che non ci lancia missili contro ci andrebbe bene”, ha affermato in un video Zelenzky.

Una situazione delicatissima in cui si inserisce anche l’occidente che nelle ultime ore ha pensato a sanzioni durissime per Mosca.

Il capo della comunicazione della presidenza turca, Fahrettin Altun, ha dichiarato che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha proposto una mediazione a Russia e Ucraina per porre le basi per un cessate il fuoco. Altun ha aggiunto che “la Turchia sta facendo tutto il possibile per giungere a una fine del conflitto in corso” e chiesto alle parti coinvolte di “giungere a una posizione comune” che permetta di mediare. Ad Altun si è subito affiancato il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, che ha chiesto alla Russia di ascoltare il rinnovato appello al dialogo lanciato da Ankara. Nelle ultime ore si è fatta avanti la possibilità che Istanbul ospiti un vertice tra Russia e Ucraina che favorisca una mediazione e giunga a un cessate il fuoco.

Le sanzioni occidentali contro la Russia stanno funzionado, lo dimostra il crollo del mercato russo. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz al Bundestag, ammonendo che l’Occidente potrebbe imporre nuove misure punitive a Mosca per l’invasione dell’Ucraina. Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, intervenendo al Bundestag ha ribadito di essere ancora “aperto a colloqui” con la Russia.

Le “azioni criminali” della Russia contro l’Ucraina hanno la caratteristica di un “genocidio”: lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video. Secondo Zelensky, Mosca si sta “vendicando” e le sue truppe hanno deciso di attaccare i civili.
L’Ucraina porterà la Russia alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. Lo ha annunciato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “L’Ucraina ha presentato la sua domanda contro la Russia alla Corte internazionale di giustizia”, ha scritto il presidente ucraino su Twitter, “la Russia deve essere ritenuta responsabile per aver manipolato il concetto di genocidio al fine di giustificare l’aggressione”.

“Chi fa la guerra dimentica l’umanità. Non parte dalla gente, non guarda alla vita concreta delle persone ma mette davanti a tutto gli interessi da parte di potere. Si affida alla logica diabolica e perversa delle armi che è la più lontana dalla volontà di Dio e si distanzia dalla gente comune che vuole la pace e che in ogni conflitto la gente comune è la vera vittima che paga sulla propria pelle le follie della guerra”. Così Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus.

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