PIZZETTA

NAPOLI (di Roberta Porciello) – Un forte legame col territorio, l’attenzione verso i prodotti, la voglia di portare in tavola la propria terra sono le idee alla base del nuovo menù del maestro pizzaiolo Luigi Cippitelli .

Presentato alla stampa grazie all’evento organizzato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.

Abbiamo potuto degustare i nuovi piatti presenti in pizzeria, con idee particolari e gustose, ma soprattutto prodotti selezionati del nostro territorio per un menù a km0.

Ad accompagnare Luigi in questa ricerca e attenzione delle materie prime del territorio, Giuseppe Gargiulo, appassionato ricercatore di cibi campani di eccellenza. “Veniamo al dunque”, si comincia con l’antipasto tipico del pranzo di pasqua, la “fellata benedetta”, con salame stagionato sul Vesuvio, ricotta di Fuscella di un microcaseificio di Sant’Anastasia e Mozzarella di Bufala artigianale realizzata con tecnica aversana nel vesuviano.

Ricordi di antiche tradizioni vesuviane anche nella “pettola indorata e fritta”, una doratura con il pane di San Sebastiano e un ripieno di ricotta con di Conciato Romano, accompagnata da salsa al basilico. Il pezzo forte sono le pizze di Luigi e del fratello Marco, partiamo con una Marinara gialla Vesuviana , realizzata con polpa di pomodorini gialli Giagiù, pistilli interi di zafferano del Vesuvio e olio Evo di Terzigno aromatizzato all’aglio e origano.

Si prosegue con la Pizzella fritta della vendemmia con ragù contadino, pecorino grattugiato accompagnata da uva regina, un rito antico proprio dei contadini durante la vendemmia. Proseguiamo il nostro percorso alla scoperta delle eccellenze del territorio con una Pizza:Spuma di baccalà allo zafferano, funghi porcini neri del Vesuvio, bucce di pomodorini Giagiù fritte, gocce di fonduta di Conciato Romano e granella di nocciole.

E finalmente la grande novità il Gran Cono – A vocca rò Vesuvio, un calzoncino fritto ripieno di ricotta aromatizzata al pepe nero, tagliato in due e poi farcito con ragù napoletano, come un vulcano con la sua lava. Adagiato su una polvere di olive nere di Terzigno, come la cenere dopo un’eruzione; un grande omaggio per un ottimo piatto.

Il dolce non poteva che essere l’espressione di una filosofia e una ricerca di novità: una tortina realizzata con il pane di San Sebastiano, in modo da non buttare nulla, al cioccolato farcita con zucchero a velo e confettura artigianale di pellecchiella del Vesuvio. Una grande famiglia, una bellissima filosofia e la voglia di recuperare le tradizioni a rischio dimenticatoio, grazie al maestro pizzaiolo Luigi Cippitelli.

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