alcool

NAPOLI – I giovani italiani? Pienamente consapevoli delle normative legate al consumo di alcol (in particolare quelle inerenti la guida in stato di ebbrezza), ma poco inclini all’applicazione e all’osservanza delle stesse. In particolare, sono soprattutto i minorenni che sovente acquistano e consumano bevande alcoliche nonostante i divieti. Sono solo alcuni dei risultati della ricerca “Giovani, alcol e divieti. Opinioni e atteggiamenti dei giovani italiani sulle norme in materia di alcol”, promossa dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol, realizzata dall’Istituto di Ricerca Eclectica con la supervisione dell’Università di Torino.

Uno studio innovativo che presenta alcuni spunti di riflessione interessanti, come sottolineato dalla responsabile Franca Beccaria: “L’aspetto innovativo è l’adozione di un approccio mixed-method, che integra strumenti quantitativi e qualitativi, online e in presenza. Nella ricerca infatti sono stati utilizzati: un questionario online strutturato volto a indagare opinioni, atteggiamenti e comportamenti di giovani 15-25enni relativi alle norme vigenti sull’alcol, un focus group asincrono online (blog) con alcune domande aperte, accompagnate da immagini stimolo, per rilevare atteggiamenti e comportamenti che potrebbero essere adottati, nel caso dell’introduzione di nuove norme, da parte di 15-25enni e quattro focus group (svoltisi nelle città di Torino e Napoli). I focus group, nello specifico, hanno sottoposto i gruppi di giovani alle stesse domande stimolo proposte sul web: l’introduzione di nuove misure restrittive concernenti l’età legale per bere alcolici, gli orari di somministrazione, i prezzi delle bevande alcoliche, i luoghi di consumo e l’introduzione di messaggi allarmistici sulle etichette delle bottiglie. Il limite principale è rappresentato dalle difficoltà incontrate per raggiungere i destinatari del questionario, un campione non probabilistico costruito a palla di neve, e per coinvolgere in modo attivo i giovani sul forum online. Nonostante le strategie messe in atto per aggirare gli ostacoli – presidio dei social network, utilizzo di reti formali e informali – il livello di istruzione dei rispondenti è un po’ più elevato della media”.

Si delinea un quadro chiaro e nitido, dal quale ripartire per un miglioramento generale e costante: “Il risultato più interessante, e forse per alcuni inatteso, è il generale buon livello di conoscenza che i giovani hanno delle norme che regolano la disponibilità di bevande alcoliche. Questo vale in particolare per il tema alcol e guida − risultato che non stupisce, anche perché è stato oggetto di numerose campagne e iniziative di prevenzione e di crescenti controlli sulle strade – sottolinea ancora la Beccaria -. Tuttavia è emerso un altro risultato che riscuote maggiore interesse: gli intervistati non solo dimostrano di conoscere le regole formali, ma, senza distinzione di età né di provenienza geografica, nella stragrande maggioranza dei casi, dichiarano anche di condividerle, in modo particolare le ragazze. Non sempre però i comportamenti dichiarati sono coerenti con conoscenze e opinioni sulla bontà delle leggi. Questi risultati confermano le più generali riflessioni sulla possibile distanza tra le dichiarazioni di principio e l’agire concreto. Infine, elemento di riflessione da sottoporre ai decisori politici è lo scetticismo, o meglio la contrarietà, dei giovani verso l’inasprimento delle norme sul bere (aumento dell’età per l’acquisto o la somministrazioni, limitazioni a orari e luoghi di consumi, aumento dei prezzi). I ragazzi, con grande lucidità, dimostrano di conoscere strategie per aggirare le norme e sanno bene a quali effetti boomerang scelte normative troppo restrittive potrebbero portare, per esempio un aumento del pre-loading (ossia bere in eccesso, prima di uscire di casa, alcolici acquistati di giorno nei supermercati), oppure bere in luoghi privati dove abusare di alcol è più facile e i soccorsi in caso di necessità più difficili. La ricerca ci fa vedere in modo chiaro quanto siano evidenti, agli occhi dei giovani, le responsabilità degli adulti, soprattutto se titolari di ruoli, nella mancata applicazione di norme ritenute sensate e potenzialmente efficaci. Con la forte, implicita sottolineatura della necessità di una coerenza di atteggiamenti e comportamenti praticati, che se fatta propria da tutti, può non solo rendere efficaci le norme specifiche, ma anche creare un clima diffuso di adesione morale alle stesse. E soprattutto può ri-fondare una fiducia nelle istituzioni e nelle stesse regole come strumento per la convivenza”.

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