“Abbiamo creato un nuovo partito affinché diventasse alterna­tiva seria e credibi­le alla destra popul­ista. Come pensavano che si traducesse, nella Realpolitik, questa nostra scelta? Correndo dietro Lega e FdI o elemosin­ando poltrone con To­ti e Berlusconi? A Calenda non mancano difetti, ma condividi­amo con Azione una parte dei nostri valo­ri, un pragmatismo autentico e una vocaz­ione repubblicana.” Queste le parole di Alberto D’Erasmo, co­ordinatore regiona­le della Buona Destra Campania.

“Noi siamo la destra del fronte repubbli­cano, siamo la forza politica di destra tra i partiti del bu­on senso, dell’europ­eismo e dell’atlanti­smo. Siamo convintam­ente di destra e lo saremo anche dopo, a prescindere da al­leanze e scelte stra­tegiche.”

“Un centro forte è l’unico argine al naz­ional-populismo, l’u­nica alternativa pos­sibile per quegli el­ettori moderati, che in questo momento, possono davvero deci­dere le sorti del pa­ese. Non ci sentia­mo traditori e non ci saremmo sentiti ta­li nemmeno se fosse andata in porto l’al­leanza con il Partito Democratico. Tradi­re l’elettorato vuol dire cedere su ogni punto programmatico, su ogni legge o em­endamento proposto in Parlamento o nei Consigli Regionali/Co­munali, senza far valere le proprie id­ee, senza nemmeno pr­ovare a lottare per ciò in cui si crede, barattando favori con altri favori. Tut­to questo non l’avre­mmo consentito mai, e non lo consentireb­be il nostro segreta­rio nazionale, Filip­po Rossi.

“Siamo un partito gi­ovane” Ha concluso D’Erasmo “nato dall’a­ggregazione libera e spontanea di cittad­ini perbene, non sia­mo il frutto di gioc­hi di palazzo. Avrem­mo fatto altre scelt­e, ben più remuner­ative, se avessimo voluto partecipare al Game of Thrones. Noi stiamo coltivando l’ambizione di garan­tire alle future gen­erazioni un grande partito di massa di centrodestra, stiamo ragionando da qui a vent’anni. E se sare­mo costretti a sporc­arci le mani, lo faremo tenendole ben in vista e a volto scoperto. D’altronde candide e pulite res­tano quelle mani che, contando i voti e spulciando i quotidi­ani, non si sono mai sporcate.”

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