Eugenio Filograna, Presidente Nazionale degli Autonomi e Partite Iva e Massimiliano Giansanti, Presidente Nazionale di Confagricoltura, hanno affrontato in un incontro i problemi riguardanti il comparto del agricolo.

Tra i diversi temi affrontati, l’attenzione si è soffermata sul costo dell’energia elettrica che ha messo in grave difficoltà gli agricoltori e, di conseguenza, le imprese che ruotano attorno al settore

Oggi il costo dell’energia- ha dichiarato Giansanti –  ha un impatto pari al 25% di quello che fatturiamo. Questa percentuale la dobbiamo destinare al pagamento dell’energia elettrica che serve per produrre generi alimentari. Le soluzioni sono due: o aumentiamo il listino di vendita dei prodotti agricoli o quest’anno avremo grosse perdite. Questo riguarda soprattutto gli agricoltori.

Ci sono aziende agricole strutturate che possono permettersi di reggere ancora un anno, altre invece che non hanno la forza economica e saranno costrette a fermare la loro produzione storica.”

“Il caro energia sta mettendo in una crisi profonda tutte le partite iva italianeha aggiunto il Presidente Filograna: Senza alcun dubbio, noi partite iva abbiamo il problema maggiore. La nostra associazione, nata come aggregazione di mal contento ancor prima del Covid, registra tra i propri associati problemi contributivi, tributari e quelli di una burocrazia che non è cambiata, anzi peggiorata con la guerra. Dai dati in nostro possesso il 20% delle micro attività potrebbe chiudere. Siamo oggi a braccia conserte, aspettando accada qualcosa di positivo. Purtroppo non credo ci sia una soluzione immediata. Le previsioni sono quelle che ad ottobre chiuderanno molte imprese che comprano e vendono energia. Chiuderanno le imprese che non avranno al capacità economica di reggere e l’accumulo per fornire le famiglie”.

Riguardo il caro energia proprio per le imprese agricole c’è una proposta del presidente di Confagricoltura: “Abbiamo chiesto per le aziende agricole che producono energia da fonti rinnovabili che possa essere acquistata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) allo stesso presso con il quale la vende. Se noi glie la vendiamo a 8 centesimi e poi la ricompriamo a 45 centesimi, già questo crea un delta sul prezzo ingiustificato. Stanno arrivando d bollette salatissime che gli imprenditori dovranno dilazionare nel tempo. Oltre il danno si sta registrando una beffa: Alcuni gestori stanno chiedendo delle fideiussioni o addirittura caparre anticipate di tre mesi alle imprese.   Se non si riesce a pagare una bolletta, figuriamoci come fare ad anticipare quelle di tre mesi. Dobbiamo lavorare per un tetto massimo e un tetto minimo. Andrebbe individuato un delta dentro cui lasciare la libera contrattazione alle imprese a ai distributori, rispetto alla categorie merceologiche ad un prezzo calmierato”.

In conclusione una proposta che farà discutere del presidente Filograna che parla di tornare a dialogare con la Russia per uscire fuori da questa difficile situazione economica: “Dovremmo essere più attenti, ma non voglio fare politica. Considero la Russia un paese Europeo. L’ho vista avvicinarsi all’Europa e all’America, fornire il gas affinché la nostra economia andasse meglio, la concorrenza dei prezzi in favore dell’occidente. La Russia ha commesso l’errore di invadere l’Ucraina, ma l’unica via d’uscita non è alimentare una guerra, ma la diplomazia”.

 

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