SOMMA VESUVIANA – “E’ l’inizio di un percorso culturale nuovo per Somma Vesuviana. Summa Vesuvius è stata una grande mostra di Arti Figurative e Visive. Credo che attraverso la realizzazione di eventi culturali nei siti della nostra città, ricchi di storia, si possa valorizzare il patrimonio culturale che abbiamo. Il canto popolare al Borgo Antico ma anche nel Chiostro francescano di Santa Maria del Pozzo, il Cinema all’Aperto nel cortile del Palazzo Municipale in Piazza Vittorio Emanuele III e ancora mostre e conferenze, visite a siti di interesse nazionale, inaugurazione di opere belle come Ombediluce al Casamale di Mary Pappalardo, hanno valorizzato il nostro patrimonio come forse non era mai accaduto prima. L’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno crede in questo percorso del quale stiamo vivendo solo la parte iniziale”. Lo ha affermato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana.

Summa Vesuvius ha registrato notevole interesse, la mostra ha visto la presenza anche di appassionati provenienti da altre città.

“E’ un nuovo inizio – ha affermato Maria Vitolo, curatrice di Summa Vesuvius – anche perché è stata una mostra con grande riscontro e spirituale anche grazie al contesto nel quale è stata allestita. E’ stata una grande soddisfazione lavorare con artisti napoletani, milanesi, romagnoli o emiliano – romagnoli e con il giapponese Otsuka. Abbiamo avuto un miscuglio di arte e ne uscito un qualcosa davvero di magnifico”.

Da Otsuka a Bedeschi, dalla scultura alla pittura.

“I fiori dell’Emilia – Romagna, la Pianura Padana con il Vesuvio. Nelle mie opere, nei miei quadri parlo della mia terra con i suoi fiori avvolti nella nebbia e la barca che spunta dalla nebbia. C’è un quadro dove troviamo il tema della barca – ha affermato Giuseppe Bedeschi, grande artista emiliano – romagnolo – nebbia, acqua, il confine non c’è. La barca è un viaggio continuo, un autoritratto. Poi ho fatto un omaggio a Napoli, all’area vesuviana, alla Campania: il Vulcano. Io eseguo sempre queste tele in modo molto veloce e con le mani. Al centro il tema del fuoco, un rosso forte e c’è il mio movimento”. Dunque Pianura Padana e Vesuvio in un percorso coinvolgente anche perché l’arte è un viaggio nei propri paesaggi interiori, è un fermarsi nel silenzio per osservare come ha fatto Roberto Della Noce che è riuscito a ridare parola agli alberi tagliati al Parco Virgiliano di Napoli.

L’opera scultorea di Otsuka ma anche l’arte di Gabbana. Otsuka arriva da un viaggio nella Roma Antica e nella cultura etrusca, Gabbana ha modelli di riferimento nelle tecniche di rappresentazione della luce di Caravaggio e Rembrandt.

In esposizione erano artisti come Gabriella Di Bona con la sua arte figurativa o ancora Giuseppe Bedeschi con la sua arte astratta, leggermente figurativa, o ancora Maurizio Visconti. Questi artisti raccontano il loro rapporto con il patrimonio ambientale ma allo stesso tempo narrano dall’esterno anche la loro visione del rapporto tra questo territorio e il Vulcano. Dall’arte scultorea di Mockici Otsuka, scultore internazionale, giapponese, affermato che unisce tradizione poetica orientale e tradizione plastica occidentale, infatti alcune delle sue sculture sono figlie di un viaggio continuo che Otsuka ha fatto tra Italia e Grecia con ispirazione non solo all’antica Grecia ma anche all’arte Etrusca e al Rinascimento italiano, all’arte di Maurizio Gabbana. I suoi modelli di riferimenti appartengono in gran parte al mondo della pittura, con lunghi studi sulle tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt. In questo caso sono foto artistiche. Le foto di Gabbana sono un eterno presente estatico, una celebrazione della fotografia come istinto puro, non motivato da nulla se non dal piacere del guardare, dello stupirsi con una capriola che fa vedere il mondo al contrario. Ma c’è anche l’arte di altri grandi come Matteo Bosi, Omar Galliani, Massimiliano Galliani, Franco Mulas.

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