NAPOLI (Di Anna Calì) – Il mondo del calcio piange la scomparsa dell’allenatore Sinisa Mihajolovic. Morto oggi all’età di 53 anni in una clinica di Roma a causa di una  leucemia mieloide acuta, lascia la moglie e 5 figli. Un vero leone, un lottatore dal cuore buono. Un Uomo, un padre e uno sportivo come pochi.L’ex allenatore del Bologna aveva annunciato la ricomparsa della leucemia a inizio 2022, dopo, averla sconfitta come un giocatore che gioca in attacco nel 2019 e, dopo, aver ricevuto anche il trapianto di midollo osseo. Questo il comunicato della famiglia: “La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico, professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato”. Un uomo che verrà ricordato per la sua eleganza, il suo modo di saper affrontare le sfide anche al di fuori del campo. Un uomo che tifava Napoli e voleva lo scudetto nella città partenopea. “Non è facile alzarsi ogni mattina alle 4, 4 e mezza e andare alle 6 a lavorare tutto il giorno e non arrivare a fine mese. Questo non è facile. La fascia è un piacere, un orgoglio: lui è una persona fortunata come tutti noi che facciamo questo lavoro”.

 

Questa frase racchiude tutto Mihajlovic. Un UOMO he non ha mai dimenticato le sue origini di sofferenza e povertà. Ha lottato come un uomo contro una malattia subdola. Un esempio di uomo e di sportivo. Un lottatore ciao mister

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