NAPOLI – A Fuorigrotta, nel tardo pomeriggio di lunedì 27 novembre, è avvenuto l’ennesimo episodio di quello che sembrerebbe uno scontro tra clan.

L’agguato, secondo il racconto dell’uomo, sarebbe avvenuto in via Gabriele Rossetti, una delle traverse di via Giacomo Leopardi: a sparare sarebbe stato uno sconosciuto, che lo avrebbe affrontato mentre si trovava in un’automobile in un’area parcheggio. Diversi i colpi di pistola esplosi, tutti verso le gambe.

Anche se la vittima Gennaro Iadonisi, 60 anni, ferito ma dimesso con una prognosi di 30 giorni, non risulta appartenere a circuiti di malavita organizzata ma è imparentata con Francesco Iadonisi, ritenuto a capo del clan di camorra omonimo attivo a Fuorigrotta., gli inquirenti non escludono che il ferimento possa in qualche modo ricondursi ai contrasti di camorra, ormai in essere da parecchio tempo, tra il gruppo Troncone e il clan Iadonisi, con quest’ultimo che avrebbe l’appoggio del clan Esposito di Bagnoli.

“Le strade della città diventano sempre più teatro di regolamento di conti tra clan di camorra. Parliamo di agguati che potrebbero tranquillamente, come accaduto più volte in passato, mietere vittime innocenti estranei agli ambienti criminali; di azioni violente e spesso imprevedibili (fino ad un certo punto se si conoscono le alleanze e le strategie dei vari gruppi) dato l’evoluzione continua delle realtà camorristiche cittadine”- commenta il deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli- “Per evitare tragedie e che le strade sembrino scenari da Far West occorre che si metta in campo una task force ma, allo stesso tempo, è assolutamente necessario che lo Stato riporti alla legalità tutte quelle attività, ora illecite e/o alimentate da soldi sporchi,  su cui i clan fanno leva per avere il consenso popolare ed attingere manovalanza. Non è per nulla un caso che, ad esempio, a Bagnoli la camorra fosse un elemento estraneo al tessuto sociale fino a quando è esistita una coscienza operaia per poi diventare un male dirompente con la dismissione dell’Italsider.”

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