Ciro: “Michele era lì per uccidere! Maria Paola fu picchiata dalla sua famiglia a luglio” (VIDEO)

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    ACERRA – Dopo giorni di silenzio, Ciro, prende coraggio e parla per raccontare la sua versione dei fatti dell’incidente causato da Michele Antonio Gaglione, il fratello della sua Maria Paola in via Etruschi e che ha portato alla morte della ragazza.

    “Nonj è stato un incidente. Michele era lì perchè voleva uccidermi. Lui e la sua famiglia dicevano che eravamo ‘due femmine’ e che non potevamo stare assieme.

    Avevo già subito minacce di morte a luglio, Paola fu picchiata la sera del 13 luglio dai genitori a causa della nostra relazione”.

    “La mia famiglia mi vuole bene per quello che sono, non ce la faccio più. Doveva succedere a tutte e due. Io la voglio vedere per l’ultima volta a Maria Paola”.

    Così Ciro nel corso di una conferenza stampa con la sua famiglia ricorda la compagna Maria Paola, morta ieri dopo essere stata speronata dal fratello contrario alla loro relazione. “Dalla sua famiglia – ha ripetuto – ci venivano continue minacce”.

    Dal canto suo si difende Michele Antonio Gaglione:”L’ho inseguita a bordo del mio scooter, ma non l’ho uccisa. Non ho provocato io l’incidente. Volevo solo chiederle di tornare a casa: aveva fatto le valigie ed era scomparsa, gettando tutta la famiglia nella disperazione”.

    E’ questa – secondo quanto riferito in sintesi dal suo legale, Domenico Paolella – la tesi difensiva che Michele Gaglione, fermato per omicidio preterintenzionale dopo la morte della sorella Maria Paola, ha ribadito stamane durante l’udienza di convalida davanti al gip.

    “L’omicidio di Maria Paola Gaglione, che secondi fonti di stampa sarebbe riconducibile alla sua relazione con un ragazzo trans FtM, se confermato, è un fatto grave e una sconfitta per tutti”. A dirlo è il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Armando Cozzuto.

    “Lo è, a maggior ragione, in una regione che circa un mese fa ha approvato una legge contro l’omotransfobia – aggiunge Cozzuto – che contiene norme contro la violenza e le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”.

    “Come Ordine continueremo a dare il nostro contributo con la prossima istituzione del Comitato Pari Opportunità interno all’Ordine – conclude il presidente degli psicologi campani – e di tutti quei contenitori istituzionali che si renderanno necessari per partecipare in modo attivo e presente al dibattito pubblico e istituzionale sulle tematiche LGBTQI+”.(ANSA)

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