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NAPOLI – A seguito del determinarsi delle condizioni di cui al punto 6 della deliberazione di Giunta Comunale n. 1883 del 23 marzo 2006, la cui concomitante presenza comporta l’adozione di specifici provvedimenti di divieto della circolazione veicolare al verificarsi del superamento del limite fissato di 50 µg/m3, per le PM10 in almeno due centraline per due giorni consecutivi e previsioni meteoclimatiche favorevoli all’accumulo delle PM10 per i tre giorni successivi, è stabilita l’estensione oraria del divieto di circolazione veicolare sull’intero territorio cittadino, oltre a quanto già prescritto con deliberazione di Giunta Comunale n. 292 del 05/05/2015.

La limitazione del traffico sarà così articolata: nei giorni dal 1 al 6 febbraio 2016 non si circolerà dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 19.30. “I dati dell’Arpac sulla presenza di polveri sottili nell’aria di Napoli negli ultimi tre giorni confermano che il traffico incide relativamente sull’inquinamento presente in città, mentre le cause vere, da affrontare con la massima urgenza, sono il porto di Napoli e le raffinerie”.Ne sono certi il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Vincenzo Peretti, componente del direttivo regionale del Sole che ride, precisando che “le uniche centraline che hanno registrato valori superiori a quelli consentiti sono quelle di via Argine e della zona della ferrovia, le più vicine alle fonti di inquinamento”.“Alla luce dei dati dell’Arpac, quindi, chiediamo nuovamente al Sindaco di non proseguire sulla strada intrapresa con provvedimenti inutili, come quello del blocco della circolazione” hanno aggiunto Borelli e Peretti, per i quali “in attesa di interventi radicali per le principali fonti di inquinamento, raffinerie e porto, sarebbe opportuno seguire le indicazioni degli esperti e mettere in pratica i consigli più semplici da portare avanti, a cominciare dal bagnare le strade quando non piove per molti giorni”.“Per fortuna, nei prossimi giorni, arriverà la pioggia e quindi automobilisti e motociclisti non dovranno continuare a pagare per colpe non loro” hanno concluso Borrelli e Peretti.

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