PIGNATARO MAGGIORE – “Ci siamo recati al nostro bene confiscato alla camorra “100 Moggi” per la normale manutenzione ed abbiamo trovato scene di devastazione: il cancello divelto ed abbiamo accertato oltre cinquantamila euro di furti. E’ il quarto furto che subiamo in due anni. Hanno rubato di tutto di più nella nostra cucina sociale che serve cibi freschi e a km0. Un danno incredibile, soprattutto in questo periodo di forte crisi economica, che si aggiunge al clima difficile in cui sta lavorando la cooperativa: si susseguono le lettere anonime e attacchi mezzo stampa.

C’è chi vorrebbe scoraggiare il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra: non ci riusciranno. La nostra cooperativa, i suoi soci-lavoratori, ogni giorno danno il massimo per dimostrare che anche in questa terra martoriata si può fare, si può fare impresa sociale e si può fare sviluppo per il nostro territorio. In questi mesi stiamo lavorando incessantemente per rigenerare completamente 100 Moggi e trasformarlo in un hub agricolo di rilevanza nazionale. La rabbia e lo sconforto prevalgono in questi momenti, ma sapremo trasformarla in voglia di continuare a cambiare” è quanto denuncia Emiliano Sanges, presidente di Apeiron sui social.

“Piena solidarietà alla cooperativa – dichiara il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli – oramai siamo davanti a una deriva contro le persone perbene e chi si impegna contro la criminalità. Per questo invochiamo con determinazione la tolleranza zero, la certezza della pena e le condanne pesanti. Non è più accettabile che la delinquenza diffusa e la camorra possano fare quello che gli pare”.

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