NAPOLI – Iniziata al Maschio Angioino la cerimonia per la firma del Patto Per Napoli tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

Lo Stato verserà nelle casse comunale circa 1 miliardo e 300 milioni di euro spalmati in 20 anni.

“I finanziamenti pubblici sono una condizione necessaria, non sufficiente, per il rilancio del Sud.

Il PNRR richiede a tutti noi un salto di qualità nella gestione della spesa.

Il piano va completato entro il 2026. Non possiamo lasciare che questi soldi vadano perduti o sprecati, come purtroppo è accaduto in passato ad altri, a molti, fondi europei”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi.

“L’obiettivo del piano è colmare i divari territoriali, ormai insopportabili.

Il reddito pro capite del Mezzogiorno è infatti poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio”.

“Dobbiamo ammettere l’esistenza di una ‘questione meridionale’, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni. Dobbiamo affrontarla con urgenza, determinazione, unità. Perché l’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese”, ha aggiunto.

https://www.facebook.com/manfredi.official/videos/994370168175156

PATTO PER NAPOLI

Vista la legge n. 234 del 30 dicembre 2021, che all’articolo 1, comma 567, riconosce ai comuni sede di capoluogo di città metropolitana, con disavanzo pro capite superiore a euro 700, un contributo, per gli anni 2022-2042, di complessivi 2.670 milioni di euro, da ripartire, in proporzione all’onere connesso al ripiano annuale del disavanzo e alle quote di ammortamento dei debiti finanziari al 31 dicembre 2021, al netto della quota capitale delle anticipazioni di liquidità e di cassa.

Considerato che il contributo è ripartito con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

Considerato, altresì, che l’erogazione del contributo è subordinata alla sottoscrizione di un accordo per il ripiano per il disavanzo e il rilancio degli investimenti, in cui il Comune si impegna, per tutta la durata in cui è beneficiario del contributo, ad assicurare, per ogni anno o con altra cadenza da individuare nell’Accordo, risorse proprie pari ad almeno un quarto del contributo annuo, da destinare al ripiano del disavanzo e al rimborso dei debiti finanziari, tramite misure indicate nel comma 572 e seguenti.

Ritenuto, pertanto, di stipulare il presente Accordo per la definizione delle misure da attuare per assicurare le predette risorse proprie.
Tutto ciò premesso e considerato,
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
E IL SINDACO DEL COMUNE DI NAPOLI
concordano di sottoscrivere
il seguente accordo denominato “Patto per Napoli”

1. Il Comune di Napoli è riconosciuto beneficiario del contributo di cui all’articolo 1, comma 567, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, secondo gli importi previsti dal decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze da adottare entro il 31 marzo 2022. Tale contributo non pregiudica l’assegnazione al Comune di Napoli di ulteriori risorse statali, secondo le modalità individuate dalla legge. Il contributo è erogato entro il 31 marzo di ogni anno.

2. Il Comune di Napoli si impegna ad assicurare risorse proprie pari ad un quarto del contributo statale previsto dal riparto di cui al decreto attuativo dell’articolo 1, comma 570, della legge n. 234 del 2021, da destinare al ripiano del disavanzo e al rimborso dei debiti finanziari.
Tali risorse aggiuntive al contributo statale saranno ottenute dall’ applicazione di parte degli interventi previsti al comma 572 dell’articolo 1 della stessa legge n. 234 del 2021, con la seguente cadenza temporale:
a) dal 2022 al 2026 il concorso comunale al contributo statale verrà raggiunto considerando l’intero periodo, con una distribuzione che ne assicura il risultato al termine del periodo considerato, per un importo complessivo pari a un quarto del contributo statale erogato per il periodo di riferimento, secondo la seguente distribuzione percentuale riferita al totale del concorso a carico del comune per il quinquennio: il 21% nel 2022, il 13% nel 2023, il 23% nel 2024, il 20% nel 2025 e il 23% nel 2026;
b) per ciascuno degli anni dal 2027 al 2042 il quarto a carico del Comune di Napoli verrà raggiunto in ragione d’anno.

3. Qualora il Comune di Napoli decidesse di destinare al ripiano del disavanzo e al rimborso dei debiti finanziari, anche anticipatamente, in tutto o in parte risorse proprie eccedenti, in ciascun esercizio, le misure previste al punto 2, tali risorse concorrono al raggiungimento degli obiettivi di recupero previsti per le annualità successive.

4. Il comune di Napoli si impegna ad assicurare, per gli anni dal 2022 al 2042, le risorse di cui al punto 2, attraverso la realizzazione, con adozione di deliberazioni consiliari, delle seguenti misure:
– il miglioramento della riscossione, attraverso l’anticipazione della consegna dei carichi all’Agenzia delle entrate-Riscossione, come previsto dal comma 572, lettera c), punto 1, dell’articolo 1 della legge n. 234/2021, che comporta un incremento di entrate dal 2024, come previsto dall’allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– l’assegnazione della riscossione coattiva a società specializzate, iscritte nell’apposito Albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate, con un prevedibile incremento della stessa dal 2026, come previsto dalla allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– l’incremento dell’addizionale comunale all’IRPEF di 0,1% dal 2023 e di un ulteriore 0,1% dal 2024, con un incremento delle entrate, come previsto dalla allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– l’introduzione dal 2023 di una tassa di imbarco aeroportuale, con un incremento delle entrate, come previsto dalla allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– la valorizzazione e alienazione del patrimonio pubblico, attraverso il piano definito con la società Invimit, con un prevedibile incremento delle entrate, come previsto dalla allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– la riduzione dei fitti passivi a partire dal 2023, come previsto dalla allegata tabella concernente il cronoprogramma;
– la razionalizzazione del sistema delle partecipate, attraverso un piano che il Comune di Napoli si impegna a definire entro il 1° settembre 2022;
– l’incremento dei pagamenti per investimenti nel periodo 2022-2026, rispetto alla media del triennio precedente, in misura pari alle risorse assegnate sul PNRR, sul Fondo complementare e sugli altri fondi nazionali e comunitari, incrementate per un valore del 5% con risorse proprie;
– altre misure in via di definizione e che saranno, via via, annualmente inserite nel cronoprogramma.
Ferme restando le scelte strutturali ed organizzative finalizzate al riordino del sistema della riscossione, del patrimonio e delle partecipate, nonché l’impegno di assicurare risorse proprie pari ad un quarto del contributo statale, il Comune di Napoli potrà, previa deliberazione del Consiglio comunale, proporre annualmente una diversa rimodulazione delle misure da adottare per il raggiungimento del quarto di propria competenza e aggiornare, di conseguenza, il cronoprogramma.

5. La quantificazione e l’articolazione temporale di ciascuna misura di cui al punto 4 sono indicate nell’allegato cronoprogramma, che costituisce parte integrante del presente accordo.

6. Ai sensi dell’articolo 1, comma 580, della legge n. 234 del 2021, nel periodo 2022-2032, il comune di Napoli può, in deroga all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e a valere sul contributo annuo assegnato ai sensi del comma 570, assumere personale con contratto a tempo determinato con qualifica non dirigenziale da destinare al potenziamento dell’attività di accertamento e riscossione dei tributi e la gestione e valorizzazione del patrimonio con specifici profili professionali sino ad una spesa aggiuntiva non superiore allo 0,25% nel 2022 e allo 0,50% a decorrere dal 2023, della media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione.

7. Per quanto non definito nel presente atto fanno testo le disposizioni contenute nei commi dal 567 al 580 dell’articolo 1 della legge 234/2021.

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