NAPOLI – “Venerdì prossimo, 30 settembre, scade l’ ultima proroga concessa dall’USTIF, l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi, la quarta in ordine di tempo, per i lavori di revisione ventennale da effettuare per la funicolare di Chiaia, revisione che andava fatta già nel 2017. Di conseguenza l’impianto a fune, il primo a entrare in funzione, nel 1889, tra i quattro presenti a Napoli, che collega via Cimarosa con il parco Margherita, con due fermate intermedie alla stazione Palazzolo e al corso Vittorio Emanuele, trasportando mediamente 15mila passeggeri nei giorni feriali, si fermerà, senza che si possa neppure fare una previsione sui tempi dello stop forzato, dal momento che nonostante le due gare bandite dal Comune di Napoli, l’appalto non risulta ancora affidato “. A dare ancora una volta voce ai tanti, molti lavoratori e studenti, che a Napoli si avvalgono, per i loro spostamenti, del servizio offerto da questo importante mezzo di trasporto su ferro è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero.

“Purtroppo anche la seconda gara, bandita nei mesi scorsi, non ha consentire di affidare l’appalto dal momento che l’unica ditta che ha partecipato, ha presentato un’offerta per un importo superiore ai 7 milioni di euro che erano stati posti alla base dell’appalto – sottolinea Capodanno -. Evento peraltro ampiamente prevedibile, visto che era andato deserto un primo appalto con lo stesso importo, la qual cosa avrebbe dovuto indurre la giunta comunale a incrementare adeguatamente la somma a disposizione dell’impresa aggiudicataria . Dunque salta anche la previsione originaria di sei mesi per effettuare i lavori, previsione che era fondata sul fatto che l’appalto, alla chiusura dell’impianto, fosse stato affidato e che fossero già disponibili a piè d’opera i materiale della parte elettromeccanica da sostituire “.

“Dunque i tempi si allungano – puntualizza Capodanno -. Ci potrebbe volere, se tutto va bene, un anno perché l’impianto venga riaperto al pubblico, con gravi conseguenti disagi per gli abituali viaggiatori. Vicende non nuove, visto che si sono già vissute in occasione dei lavori di revisione ventennale dell’impianto della Funicolare Centrale, che rimase chiuso per oltre un anno, e che però vigileremo affinché non abbiano a ripetersi “.

“Peraltro i mezzi sostituitivi su gomma annunciati appaiono del tutto insufficienti – osserva Capodanno -. Un navetta che fa la spola tra piazza Amedeo e via Cimarosa con una frequenza ogni dieci minuti, con il traffico cittadino, non potrà mai sostituire un impianto come quello della funicolare di Chiaia che con due treni con una capacità di 300 persone per ciascuno di essi e con una durata della corsa di poco più di tre minuti, vanta una capacità massima di 9.500 persone per ora e per senso di marcia. Senza considerare che dal trasporto sostitutivo su gomma risulta esclusa, al momento, tutta l’area, densamente abitata, che gravita intorno alla stazione Palazzolo, area che va da via Luigi Sanfelice fino al primo tratto di via Palizzi, passando per via Toma “.

“Dunque una soluzione da rivedere quella del trasporto sostitutivo su gomma, incrementando gli automezzi da utilizzare e istituendo anche una linea con pollicini a servizio dell’area circostante la stazione Palazzolo – propone Capodanno -. Così come è auspicabile che, con il personale dell’ANM, attualmente in servizio presso la funicolare di Chiaia, dal 1° ottobre si possa ripristinare l’orario vigente prima della pandemia, con il prolungamento degli orari di funzionamento della funicolare Centrale, oltre che del metrò collinare, fino alle 24:00, e, nei giorni di venerdì e sabato, fino alle due di notte, così come richiesto dai cittadini con una petizione on line, che ha superato le 3.000 firme, senza però che vi siano state a tutt’oggi risposte operative, visto che la funicolare Centrale continua tutti i giorni a effettuare l’ultima corsa alle ore 22:00 “.

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