Via Claudio

NAPOLI – “In questi giorni, con l’intensificarsi dell’attività universitaria, ci stanno arrivando sempre più segnalazioni di parcheggiatori abusivi che, con metodi più o meno violenti, chiedono il pizzo a chi vuole parcheggiare a ridosso delle sedi universitarie a Napoli.

Oramai si tratta di una vera e propria tassa universitaria extra insostenibile.

Addirittura ci sono abbonamenti speciali degli abusivi differenziati in base ai clienti. Per gli studenti il costo è di 50 euro al mese mentre docenti e dipendenti universitari pagano 100 euro.

In corso Vittorio Emanuele nei pressi dell’Università Suor Orsola Benincasa c’è addirittura un’intera area abusiva gestita autonomamente come parcheggio”.

A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, insieme allo speaker Gianni Simioli de La radiazza di RadioMarte e al consigliere comunale Marco Gaudini, ha creato la pagina facebook ‘Io odio i parcheggiatori abusivi’ per raccogliere denunce e segnalazioni. E, in questo periodo, si stanno moltiplicando quelle relative alle aree intorno alle facoltà universitarie.

“La maggior parte delle denunce riguardano via Claudio, a ridosso della facoltà di Ingegneria a Fuorigrotta, ma anche nella zona del Corso Umberto e, in particolare, a ridosso della facoltà di Giurisprudenza in via Marina e di Scienze politiche, in via Rodinò” ha spiegato Borrelli sottolineando che “in entrambi i casi i parcheggiatori con famiglie direttamente legate ai noti clan camorristici impongono il pizzo anche a chi parcheggia sulle strisce bianche o sulle strisce blu e operano indisturbati da anni ormai”.

“Ho chiesto ai Rettori degli atenei campani di intervenire contro questa vergogna unendosi alla nostra battaglia per il ripristino delle regole e della legalità. Negli ultimi tempi c’è molta più attenzione verso il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, ma, le armi a disposizione delle forze dell’ordine continuano a essere spuntate nonostante i recenti provvedimenti che prevedono il Daspo” ha concluso Borrelli ribadendo che “l’unica strada da seguire è quella dell’introduzione dell’arresto per i recidivi”.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments