NAPOLI – “La vicenda di Palazzo d’Avalos, in cui la Soprintendenza avrebbe intenzione di cambiare idea dopo aver autorizzato lavori che stravolgerebbero gli interni di uno dei palazzi storici di Napoli, dimostra ancora una volta l’incapacità a tutelare al meglio il patrimonio artistico, architettonico e naturale di cui dispone Napoli”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “non si riesce a capire perché la Soprintendenza, in nome della difesa delle bellezze napoletane e della loro storia, impedisca installazioni temporanee, di rimuovere i sanpietrini da strade a scorrimento veloce o di mettere i tavolini in piazza del plebiscito, però poi permetta che i cortili di Palazzo Reale siano invasi da auto, moto e rifiuti di ogni genere, non autorizzi la recinzione di monumenti deturpati dai vandali come la fontana di Monteoliveto o autorizzi lavori, in modo quantomeno discutibile, che andranno a modificare gli interni di uno dei palazzi più belli di Napoli e d’Italia”.

“A rendere il tutto più inquietante, poi, il fatto che l’ex soprintendente, Cozzolino, dica a La Repubblica Napoli di non conoscere il progetto, da lui approvato, di trasformazione di un palazzo storico che dovrebbe essere un museo e che invece è destinato, stando al progetto stesso, a diventare un sito dove realizzare appartamenti e probabilmente effettuare una speculazione economica” ha aggiunto Borrelli.

“A questo punto crediamo che il ministro Franceschini, che anche recentemente ha visto ed esaltato le bellezze di Napoli, dovrebbe intervenire per rimettere ordine nella Soprintendenza di Napoli affinché torni a essere davvero un organo in difesa dell’enorme patrimonio artistico, architettonico e culturale che abbiamo a disposizione e che invece oggi appare inadeguato e gestito in modo poco comprensibile” ha aggiunto Borrelli per il quale “Napoli e i napoletani non hanno bisogno di burocrati che prendono decisioni assurde, ma di gente che voglia davvero tutelare e valorizzare tutto il bello che c’è nella nostra città”.

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