NAPOLI – Sono la spina dorsale dei servizi essenziali di una comunità. Hanno sacrificato loro stessi e rischiato la vita durante la fase più acuta dell’emergenza Covid prestando assistenza ai cittadini bisognosi. Ora vengono abbandonati, lasciati senza speranze né futuro.

È quanto accade al personale socio-assistenziale impiegato nel Comuni. Il mancato adeguamento normativo preclude la possibilità di stabilizzazione con il rischio incombente di licenziamento.

La denuncia arriva dalla Cisl funzione pubblica che per il 25 ottobre ha indetto lo stato di agitazione del personale socio-assistenziale nei Comuni e negli ambiti della Città metropolitana di Napoli.l’appuntamento è per lunedì dalle 10 alle 14 si terrà un sit in di protesta dinanzi alla sede della Prefettura di Napoli.

“Da fin troppo tempo si procede con azioni disomogenee ed estemporanee che non garantiscono un futuro stabile alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nel sociale e non fanno intravedere una continuità dei servizi di prossimità offerti ai Cittadini – si legge in una nota firmata dal segretario di Napoli e dell’area metropolitana Luigi d’Emilio – l’asfissiante clima di precarietà del personale in questione lo sta portando ad una ricerca affannosa di un lavoro ‘stabile’ che possa garantire loro una programmazione della propria vita anche a chilometri di distanza dal proprio territorio di origine. Disperdere tali professionalità eccelse in un contesto territoriale dove il sistema socio-assistenziale è già deficitario è un ulteriore affondo ad una potenziale crescita socio- culturale dei nostri territori, storicamente surclassati da una predominanza settentrionale”.

La Cisl Fp da tempo chiede alle parti istituzionali coinvolte nei processi di stabilizzazione degli operatori un tavolo di confronto e l’impegno nel salvaguardare i posti di lavoro.

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