SANT’ANTIMO – In occasione del quinto anniversario della sua tragica scomparsa, il 19 ottobre sarà ricordata Stefania Formicola, assassinata con un colpo di pistola al cuore il 19 ottobre del 2016 a Sant’Antimo da Carmine D’Aponte, che non accettava che la moglie, stanca dei suoi comportamenti violenti e maltrattanti, volesse lasciarlo. La cerimonia si terrà dalle ore 17 presso la parrocchia di S. Maria della provvidenza al rione Don Guanella.

“Noi, rispetto a tanti altri genitori, abbiamo ottenuto giustizia per nostra figlia, quel’ mostrò che l’ha uccisa così barbaramente è stato condannato all’ergastolo. In tale senso qualcosa si sta muovendo a livello giudiziario anche se c’è tanto lavoro ancora da fare. Per chi uccide, per chi commette questi delitti efferati non ci può essere il rito abbreviato, non ci possono essere condanne che non siano durissime, non si può parlare di buona condotta, questa assassini devono trascorrere il resto dei loro giorni dietro alle sbarre. Tanto lavoro da fare c’è soprattutto a livello sociale, spesso le grida di aiuto delle donne vengono ignorate o prese sottogamba.

Si parla spesso di cultura della violenza ma cultura e violenza sono due concetti agli antipodi, non possono essere accostati. La violenza nasce dagli istinti primordiali animali, è l’anticultura, ogni episodio violento fa parte di una catena di violenza e di soprusi che bisogna spezzare.

A tutti quei genitori che stanno affrontando il nostro stesso dolore ci sentiamo di dire di non chiudersi a riccio ma di condividere il loro stato d’animo con il mondo e di gridare forte la loro voglia di giustizia, solo così possiamo creare rete, confortarci a vicenda ed ottenere dei cambiamenti a livello social.”- spiegano Luigi Formicola ed Adriana Esposito, i genitori di Stefania.

Parteciperà alla cerimonia anche il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che ha così commentato: “Sara una giornata che servirà non soltanto a ricordare Stefania ma anche a dare voce a tutte quelle donne vittime di femmnicidio, un fenomeno in costante crescita, e ai loro familiari che chiedono giustizia. Si può parlare di giustizia solo se gli assassini vengono condannati all’ergastolo, se mai più assisteremo a condanne di pochi anni di carcere per persone che hanno ucciso le proprie mogli e le proprie compagne di vita. Occorre una riforma radicale, sia a livello giudiziario che a livello culturale e sociale, per questo è fondamentale ricordare tutte le vittime di femminicidio e offrire ai loro familiari tutto il sostegno ed il confronto possibili.”.

https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/685832599054751

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