Dallo smaltimento dei rifiuti organici il biogas per autotrazione

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NAPOLI – Smaltire rifiuti organici alla periferia di Napoli per produrre compost ad uso agronomico e biometano per autotrazione, valorizzando, attraverso i meccanismi dell’economia circolare, una risorsa fin qui sprecata. URBE-Italia, società specializzata nella progettazione, costruzione e gestione d’impianti per la produzione di biometano dal trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, con soluzioni “innovative e senza bruciare nulla” – dal completamento dell’iter autorizzativo fino alla cantierabilità dell’opera – attende l’ultimo step amministrativo per avviare la realizzazione di un impianto di potenza pari a 250 Nmc/h in Napoli in località San Pietro a Patierno.

“Per terminare il percorso amministrativo, di cui si attende per metà febbraio la legittimità dell’intervento – conferma l’Amm. Unico della società, Arch. Luigi Vartuli – manca l’ultimo parere del settore Urbanistica del Comune di Napoli, atto necessario per l’emissione finale per l’acquisizione dell’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, al fine di ottenere l’Autorizzazione Unica alla costruzione dell’impianto. Successivamente, entro tre mesi, saremo pronti per iniziare i lavori e l’avvio dell’esercizio entro un anno”.

Il costo dell’investimento complessivo è di circa 22 milioni di euro, con ampi margini di recupero dell’investimento iniziale, attraverso il conferimento e l’incentivazione prevista per la produzione di biometano, l’impianto – la cui progettazione è partita nel 2014 – andrebbe a rispondere alla domanda infrastrutturale del territorio della città in materia di smaltimento dei rifiuti. Localizzato in un’area idonea dal punto di vista urbanistico, compresa tra l’aeroporto di Capodichino, la tangenziale e il cimitero cittadino, è caratterizzato da un sistema di contenitori anaerobici in cui la frazione organica è trattata per produrre biocompost e gas metano, convogliato direttamente in rete o liquefatto per il trasporto pesante.

“La tecnologia applicata – sottolinea Vartuli – non prevede alcun tipo di combustione e rilascio di sostanze nell’atmosfera, con grandi vantaggi ambientali ed economici sul territorio e per i cittadini. Intanto, si toglie volume alla discariche e si utilizzano biocarburanti per il trasporto pubblico e privato a impatto della CO2 pari a zero. Il biocompost può essere utilizzato come concime per piante o colture intensive sottoserra mentre il metano andrebbe ad alimentare il circuito sempre più in sviluppo dell’autotrazione senza utilizzare carburanti fossili”.

Sfruttando i meccanismi dell’economia circolare, inoltre, la struttura – sarà dotata anche di un impianto fotovoltaico per le sue esigenze energetiche – ed è in grado di riutilizzare la CO2 prodotta nel processo anaerobico che combinandola con idrogeno, potrebbe ottenere ancora ulteriore di metano dal processo produttivo.

Una risposta concreta e immediata all’emergenza rifiuti che costa alla città di Napoli e alla Campania centinaia di migliaia di euro al giorno per il conferimento in strutture extraregionali – in Nord Italia esistono circa 1.200 impianti anaerobici simili a fronte delle poche decine realizzati nel Mezzogiorno – la proposta di URBE Italia può rappresentare il primo tassello di una strategia più efficace ed efficiente per la gestione del problema rifiuti organici, rientrando nel numero di strutture, da 8 a 10, indicate dalla Regione come dotazione necessaria alla città metropolitana a parità di capacità, l’impianto potrà trattare 36.000 t/a per solo un terzo del fabbisogno impiantistico.

“In un contesto problematico l’iniziativa proposta andrà a fornire un importante contributo al problema dello smaltimento dei rifiuti organici. L’azienda è interessata a interloquire con l’amministrazione con l’obiettivo di garantire il costante ed ininterrotto funzionamento dell’impianto, anche con l’obiettivo di collaborare alla gestione dello stesso”.

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