NUSCO – Sono stati celebrati questo pomeriggio, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, i funerali dell’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, morto ieri mattina alle 7 nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino dove stava seguendo un percorso di riabilitazione dopo la frattura del femore per la caduta dello scorso febbraio.

Anche Catello Maresca, magistrato e consigliere del Comune di Napoli, è arrivato a Nusco in occasione dei funerali di Ciriaco De Mita. Maresca non ha voluto far mancare la sua vicinanza ai familiari dell’ex leader della DC. Già ieri, nel giorno della scomparsa, aveva infatti espresso il suo cordoglio ricordando De Mita come «un grande uomo politico del Novecento», che «ha fatto tanto per il Paese e la sua Nusco». «Un impegno che ho preso – ha assicurato Maresca – e che ora proverò a portare avanti anche in suo onore».

LE PAROLE DI MATTARELLA

«La notizia della scomparsa di Ciriaco De Mita è motivo di grande tristezza.

De Mita ha vissuto da protagonista una lunga stagione politica. Lo ha fatto con coerenza, passione e intelligenza, camminando nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici più originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro.

Il suo impegno politico ha sempre avuto al centro l’idea della democrazia possibile. Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi. Nasceva da questa visione della democrazia come processo inesauribile l’attenzione per il rinnovamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell’insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita.

Dobbiamo ricordarne l’impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore. Così come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica.

L’attenzione alle nuove generazioni per un rinnovamento della politica fatto di scelte coraggiose e concrete, anche favorendo, da segretario del suo partito, un profondo ricambio di classe dirigente.

Non meno importante fu, soprattutto nella sua azione di governo, la sua visione internazionale e, in modo particolare, l’attenzione che ebbe per ciò che la leadership di Gorbaciov stava producendo in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta.

Ai suoi familiari rivolgo, con intensità, il sentimento di cordoglio mio personale e della Repubblica.»

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