NAPOLI – Le nuove frontiere della cultura del lavoro nella riunione odierna delle commissioni Cultura e Lavoro e Attività produttive che si sono riunite oggi per discutere, oltre che con l’assessore al Lavoro Panini, con giuristi e rappresentanze delle realtà di crisi più acute e vicine

(Ericcson e Almaviva), di diritti, dei guasti della globalizzazione, della ripresa di un’iniziativa politica sui diritti e sul lavoro a partire da una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sui licenziamenti collettivi.Si tratta, ha sostenuto la presidente Coccia (Cultura) di un tema cruciale per la sua connessione con la democrazia con forti ricadute sul piano politico, in particolare nella realtà meridionale, dove la mancanza di una politica industriale da parte del Governo rende urgente la ripresa di iniziativa politica sul tema del lavoro; un’iniziativa politica che il Consiglio Comunale prenderà prossimamente, come annunciato dal presidente della commissione Lavoro Solombrino, con la proposta di un atto di indirizzo alla Giunta sul tema dei diritti del lavoro.L’argomento è stato introdotto dal giovane ricercatore esperto di diritto europeo, Simone D’Andrea, il quale ha spiegato una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione, resa pubblica nel dicembre 2016, su un caso che contrapponeva il Governo greco ed una azienda che aveva richiesto, e non ottenuto, l’autorizzazione ad una procedura di licenziamento collettivo per uno dei suoi insediamenti. La sentenza, nel merito, ha ribadito che una normativa nazionale (quale quella di una legge del 1983 alla quale il Governo greco si era appellato per negare l’autorizzazione) non può essere in contrasto con la libertà di stabilimento e d’impresa, sanciti dall’articolo 12 del Trattato fondativo dell’Unione, ma ha comunque ammesso che uno Stato può limitare, purché lo faccia in maniera ragionevole e per tutelare interessi più ampi, come la protezione dei lavoratori e dell’occupazione, la libertà di licenziamento collettivo; un principio innovativo che andrebbe introdotto anche da noi, tramite una iniziativa politico-parlamentare.
Nelle parole del giurista Giuseppe del Bene, storico giudice del lavoro, oggi in pensione, il lavoro è stato progressivamente attaccato, a partire dalla Legge Treu del 1992, fino ad arrivare ad oggi, con il Jobs Act, una vera “controriforma del diritto del lavoro”, che ha sancito definitivamente, con la precarizzazione e la robotizzazione, la riduzione del lavoratore a merce di un capitalismo globale che non accetta nessun limite al proprio potere. Danilo Risi dell’associazione giuristi democratici ha sottolineato che i principi costituzionali, e tra questi il lavoro, vanno non solo difesi, in presenza di una devastazione già avvenuta in un quadro di arretramento complessivo, ma anche attuati con una politica basata sulla difesa della dignità della persona: di qui alcune proposte di battaglie simboliche anche a Napoli, ad esempio con l’integrazione del valore dei voucher a carico del Comune e la reintroduzione del reintegro per i lavoratori ingiustamente licenziati nelle partecipate.
La discussione sui principi si è intrecciata con la realtà concreta delle crisi industriali del territorio sia con l’intervento dell’assessore Panini che con quello di rappresentanti sindacali dei lavoratori delle due principali vertenze in atto, Almaviva e Ericcson, realtà che per l’assessore Panini rappresentano, l’una, Almaviva, l’effetto di delocalizzazioni selvagge in un contesto nel quale si dà per scontato, ed il primo a farlo è lo Stato, che il valore degli investimenti al Sud sia inferiore, l’altra, Ericcson, il fatto che una grave crisi occupazionale, innescata dalla globalizzazione, può colpire anche in un’azienda che fa ricerca e innovazione. L’assessore ha poi fatto riferimento all’iniziativa che su questi temi ha caratterizzato l’amministrazione comunale che è riuscita a efficientare le partecipate con un massiccio ricorso alla mobilità volontaria, senza neanche un licenziamento. Anche nelle parole dei lavoratori e sindacalisti delle due aziende, la concretezza delle questioni discusse: la necessità, per contrastare l’acuirsi delle disuguaglianze ed evitare gli errori dettati da una territorializzazione delle vertenze che territoriali non sono, di portare ad un livello più alto, europeo, la contrattazione che solo così può diventare efficace (Antonio Esposito di Almaviva); il rischio che una nuova iniziativa di mobilità volontaria, strategia finora seguita da Ericcson in Campania e sostanzialmente finora accettata dai lavoratori, possa ulteriormente ridurre l’occupazione (Scotto Di Minico). Per Franco Bruno, della Fiom, di fronte alle scelte sciagurate di deindustrializzazione del Sud, non resta che rivendicare con forza che il territorio riconquisti la propria vocazione industriale.
I consiglieri che sono intervenuti, Menna di Mov. 5 Stelle e Vernetti di Dema, hanno sottolineato, l’una, gli effetti devastanti della precarizzazione e tecnicizzazione del lavoro, chiedendo una seduta monotematica del Consiglio, l’altro, il vero vulnus dell’Unione europea costituito dal tema dei diritti in una dimensione solo economicistica della Comunità.

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