Residenza_Parthenope

NAPOLI – “Sulla residenza per gli studenti di Napoli Est, nell’ex Manifattura tabacchi di via Gianturco, va fatta piena chiarezza e, per questo, ho chiesto al presidente della Commissione università, Tommaso Amabile, di convocare tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nella vicenda”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione università, per il quale “è assurdo che si è deciso in questi giorni, a 5 anni di distanza dall’inaugurazione, che quella struttura è inadatta a ospitare gli studenti universitari perché il Ministero dell’ambiente, a cui s’era rivolta l’Adisurc per avere un parere, non garantisce la salubrità dell’area riservandosi di fare poi ulteriori controlli”.

“In pratica, il Consiglio d’Amministrazione dell’Adisurc, sulla base della comunicazione del Ministero dell’ambiente, ha deciso di sgomberare gli studenti che alloggiavano in quella struttura, per cui l’ente per il diritto allo studio non pagava alcunché perché di proprietà della Parthenope” ha spiegato Borrelli sottolineando che “la decisione è arrivata dopo che il Ministero dell’ambiente ha dichiarato che non può garantire che l’ambiente sia salubre, evidenziando anche che, in quella zona, viste le attività che ci sono state, non ultime quelle legate ai carburanti, non si potevano realizzare strutture residenziali, ma solo di tipo commerciale”.

“Ora gli studenti che erano ospitati in quella struttura saranno spostati a Pozzuoli dove c’è una struttura di proprietà della Fondazione Banco Napoli per la quale l’Adisurc paga un canone di locazione di centinaia di migliaia di euro l’anno” ha aggiunto Borrelli ribadendo che “è necessario capire chi ha permesso la realizzazione di quella struttura se non c’erano le autorizzazioni necessarie, provocando uno spreco di soldi, chi ha poi pensato di utilizzarla per ospitare gli studenti e perché nessuno, per anni, s’è posto il problema della salubrità degli ambienti, mettendo a rischio la salute degli studenti ospitati. Una vicenda su cui andremo fino in fondo”.

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