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SALERNO- Tra i 36 dispersi dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una valanga sul Gran Sasso c’è anche un 27enne salernitano. Stefano Feniello, originario di Valva (Salerno), secondo come quanto riportato dall’ANSA

era tra gli ospiti della struttura alberghiera di cui da ore non si hanno più notizie. Feniello, era in vacanza assieme alla fidanzata per festeggoare il compleanno. Il sindaco, Vito Falcone, è in contatto con le prefetture di Pescara e di Salerno in attesa di notizie. Nato ad Oliveto Citra (Salerno) ha vissuto a Valva sino all’adolescenza per poi trasferirsi con la famiglia a Silvi Marina (Teramo). “Le persone registrate in Questura aufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e sette dipendenti – spiega il sottosegretario regionale, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne -. Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo”. Da stamattina sono stati estratti due corpi dalle macerie.E’ stata un’enorme ‘colata di detriti’ a travolgere l’hotel Rigopiano, ha riferito il geologo intervistato dall’ANSA. Le immagini dell’interno dell’hotel mostrano gli spazi comuni distrutti e coperti da cumoli di neve, rami di alberi e macerie. “La situazione è drammatica, l’albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto”, hanno riferito i vigili del fuoco. “Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti”, hanno aggiunto. Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri. Uno dei superstiti, il 38enne Giampaolo Parete, in ospedale a Pescara, piange: ‘Lì sotto ci sono mia moglie e i miei due figli. Io sono salvo solo perchè ero andato a prendere una cosa in macchina’.  I cani dei Vigili del fuoco che perlustrano l’area da stamattina non hanno rilevato presenze. ‘Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti che hanno sommerso l’area dove si trovava l’albergo. Materassi trascinati a valle per centinaia di metri’. E’ lo scenario che descrivono i soccorritori. Il geologo Gian Gabriele Ori, dell’università di Chieti, parla di un’enorme ‘colata di detriti. Un fenomeno raro, che ha acquisito forza e velocità notevoli sotto la pressione della neve, dalla debolezza del terreno. Il terremoto lo ha innescato, come una miccia’.Gli uomini del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza sono arrivati fino ai 1.200 metri di altitudine della Spa a quattro stelle con sci e le pelli di foca, i Vigili del fuoco, a piedi, hanno portato il gasolio necessario a far funzionare la turbina che doveva liberare la strada dalla neve. Un’odissea durata un’interna notte per percorrere i circa 10 chilometri di strada sommersa da tre metri di neve che separano la struttura dal bivio di Rigopiano. La Procura di Pescara ha aperto un’indagine per omicidio colposo.

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