“Almost Happy” all’hotel Mediterraneo mercoledì la personale di Gianluca Tatafiore a cura di Chiara Reale

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NAPOLI – Il Diritto alla Felicità di Gaetano Filangieri, tema del Maggio dei Monumenti 2019 e la luna, al centro di Wine&Thecity si incontrano da mercoledì al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo in Almost Happy, la personale di Gianluca Tatafiore a cura di Chiara Reale. Cuori in resina, installazioni luminose, inusuali farfalle e persino un gioco. L’artista da anni indaga la “felicità in quanto sottrazione”, l’equilibrio che ogni essere umano deve trovare dentro di sé e con l’ambiente.

Nel pensiero artistico di Tatafiore la felicità non è un fine ma un percorso, ora mostrato negli spazi dell’hotel attraverso la mostra a cura di Chiara Reale: le opere di Tatafiore ben si prestano alla performance del collettivo Fabulouskhate, diretto da Alfonso Mezzacapo, che sorprenderà il pubblico durante l’opening di mercoledì, serata di Wine&Thecity 2019 in cui si degusteranno i vini cilentani dell’azienda agricola San Salvatore 1988. L’albergo ancora una volta si conferma spazio di fruizione a servizio della città, in maniera gratuita.

“Viviamo in un’epoca molto complessa – spiega Chiara Reale, curatrice della mostra – di grande instabilità e paura. Ciò si manifesta ovviamente nell’arte: gli artisti sono sempre stati il termometro dei tempi in cui vivono. Gianluca Tatafiore con questa mostra recupera un sentimento che si è purtroppo perso: il sentimento di speranza. E lo fa con semplicità, con la gioia di un bambino che apre gli occhi al mondo, recuperando il piacere dimenticato del gioco, del colore, ridando valore alle cose semplici, recuperando simboli considerati banali ma che banali non sono: sono semplicemente universali”.

L’artista Gianluca Tatafiore aggiunge: “Abbiamo bisogno di imparare ad annoiarci, dobbiamo porre un limite alla compulsività narcisistica che ci sta divorando. C’è bisogno di trovare il coraggio di rimanere fermi e allo stesso tempo fluidi di fronte alla brutalità dei nostri istinti. Trattenerli e poi soffiarli via, con tutto il fiato che abbiamo, nelle nuvole, dandogli le forme della nostra anima”.

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