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NAPOLI – All’agorà DeMa, luogo in cui l’attuale sindaco e candidato, Luigi de Magistris, ha stabilito il suo comitato elettorale e laboratorio politico, è stata illustrata la proposta di legge, presentata al Parlamento, che promuova il progetto di istituzione NA (Napoli Autonoma).

Il Consiglio Comunale sarà denominato “Assemblea Partenopea” e sarà dotato di autonomia statutaria, regolamentare, tributaria e finanziaria. Secondo il primo cittadino si tratta dell’ennesimo atto di una rivoluzione: Napoli non più città assistita ma che contribuisce alla valorizzazione delle proprie risorse. Meno tasse, più servizi.All’incontro ha preso parte anche Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana, che è intervenuto sull’argomento ma ha anche commentato il referendum sulle riforme istituzionali dicendosi convinto per il “No” all’idea dell’uomo solo al comando.Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza approvato dalla Giunta, De Magistris ha spiegato che le risorse sono tutte comunali.

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“Il sindaco dei prossimi 30 giorni continua a chiacchierare. Sul reddito di cittadinanza annunciato in maniera così roboante, tipicamente alla De Magistris, abbiamo posto una domanda precisa: quale capitolo del bilancio intende utilizzare per dare copertura economica alla delibera di giunta? Se ha i soldi a disposizione perché non approva un provvedimento amministrativo vero, esecutivo, concreto?”. Così Valeria Valente, candidata sindaco di Napoli, sul reddito di cittadinanza annunciato dal sindaco De Magistris. “Un sindaco parla con gli atti amministrativi, non con le delibere di intenti – specifica Valente – La verità è che i conti non tornano. De Magistris ha beneficiato di una straordinaria liquidità negli ultimi tre anni pari circa a un miliardo e duecento milioni di euro, derivanti da operazioni straordinarie e irripetibili quali l’adesione al piano di pre-dissesto ed il mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per l’accelerazione dei pagamenti della P.A.”. La candidata evidenzia anche le lacune che emergono rispetto al bilancio. “La scellerata gestione del bilancio dell’amministrazione arancione ha fatto aumentare i residui attivi di circa un miliardo e trecento milioni in soli tre anni e ha determinato l’allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori del comune ad un anno. De Magistris ha utilizzato quella liquidità, senza reintegrarla, con nuove entrate di cassa, che potevano, ad esempio, arrivare da un piano serio di dismissione del patrimonio comunale non strategico. Oggi quella liquidità è stata nei fatti prosciugata e al suo posto in bilancio ci troviamo più debiti di 5 anni fa. Il debito del comune è aumentato di circa un miliardo e quattrocento milioni di euro in tre anni dal 2012 al 2015 passando da 2,2 miliardi a 3,6 miliardi nel 2015. I crediti sono aumentati allo stesso modo. Il disavanzo si è ridotto di soli 600 milioni. Come mai? E cosa sono questo mare di crediti? A quanto ammontano le multe ancora da incassare? È vero che superano i 500 milioni di euro? In buona sostanza, il bilancio di cui parla è carta straccia, come le sue promesse”. E conclude: “Infine, la smettesse di parlare delle amministrazioni precedenti: nella sua amministrazione ci sono tutti quelli che c’erano nelle precedenti amministrazioni, ce ne sono più con lui che con me. Forse quando parlava di riciclo si riferiva a questo? Ha cambiato 21 assessori e, come ogni napoletano sa, non ha prodotto uno straccio di risultato che sia uno, non un bilancio da presentare ai napoletani dopo 5 anni. Queste sono le cose di cui deve rispondere. Il resto è campagna elettorale fatta con le chiacchiere e con la gelatina nei capelli”.“L’abolizione del servizio di guardia medica sarebbe un nuovo, ennesimo, attentato alla salute degli italiani. Se questa ipotesi è intollerabile in generale, diventa inaccettabile per quelle Regioni che si trovano a dover affrontare anche il piano di rientro sanitario. Altro che accorpamento e razionalizzazione, questo è un taglio fatto con il machete che causerà situazioni ingestibili nelle corsie e nei reparti. L’adozione di questa misura sarebbe un’inaccettabile barbarie che andrebbe nella direzione opposta rispetto alla tutela dei cittadini e al diritto costituzionale alla salute”.Lo affermano la deputata calabrese Dalila Nesci e il consigliere presso il Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino: le due portavoci del MoVimeto 5 Stelle, nelle rispettive Regioni, stanno conducendo una battaglia a tutto campo per la tutela del diritto alla salute.“La misura è colma: limitare l’approccio verso il comparto salute a pura attività di ragioneria è semplicemente barbaro. Aggiungiamo solo qualche dettaglio a questo quadro incivile: le continue irregolarità nella gestione commissariale, l’indifferenza dei ministri preposti alla vigilanza, la mancanza di risorse da impiegare in prevenzione, personale e tecnologia e il colpevole silenzio dei presidenti delle Regioni, che dovrebbero invece attivarsi in ogni modo per difendere un diritto alla salute che nelle nostre regioni massacrate da anni di piano di rientro è già negato.”L’aspetto più aberrate – aggiungono Nesci e Ciarambino – è la menzogna dell’Esecutivo Renzi, che spaccia la chiusura del servizio di guardia medica per un moderno traguardo.  In realtà il nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della Convenzione di Medicina generale, con la soppressione della guardia medica, causerà il taglio di 8 ore di assistenza nei giorni feriali e di 12 in quelli festivi. Di notte, dunque, l’unica possibilità per i cittadini sarà quella di recarsi nei pronto soccorso. In Regioni come le nostre, dove i presidi medico-ospedalieri sono stati già decimati, questo può significare dover fare decine di chilometri prima di giungere al pronto soccorso più vicino. Senza contare che tali strutture sono già adesso sovraccariche e non riescono a gestire neppure le urgenze. Tagliare prima di aver potenziato gli altri servizi significa fare macelleria sociale”.”Evidentemente, davvero questi personaggi credono di poter prendere per il naso gli italiani e pensare di farla franca – concludono – Ne riparleremo quando ci troveremo di fronte all’ intasamento dei pronto soccorso, con conseguenze impensabili soprattutto in regioni come Calabria e Campania, nelle quali già oggi mancano medici, infermieri, operatori”. “Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, dopo l’annuncio della candidatura a Sindaco del Parlamentare Marcello Taglialatela, ufficializza il proprio appoggio alle candidature a Presidente che sono già in campo sulla quarta, sulla quinta e sulla sesta Municipalità”.E’ quanto si apprende in una nota del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale a firma del coordinatore Luigi Rispoli, con la quale il partito di Giorgia Meloni  rende ufficiale il sostegno alle candidature a presidente di Gennaro Succoio alla IV Municipalità (S. Lorenzo, Vicaria, Poggioreale) storico esponente della destra partenopea e già presidente della stessa, di Vincenzo Sollazzo alla VI Municipalità (Ponticelli, Barra, S.Giovanni a Teduccio) anche lui già più volte consigliere della stessa e protagonista di numerose ed importanti battaglie sociali e di Giuseppe Scarfiglieri alla V Municipalità (Vomero – Arenella), funzionario di banca, nonché giornalista e scrittore.

 

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