NAPOLI – Attesa delle grandi occasioni al “Teatro Cortese” di viale del Capricorno, 4 ai Colli Aminei, dove, venerdì 10 dicembre si inaugura il mini cartellone di cinque spettacoli scritti dal drammaturgo Roberto Russo. Con i testi definiti dallo stesso autore come “cinque infedeltà in forma teatrale”, la carrellata drammaturgica (pubblicata da Guida Editore), porrà all’attenzione del pubblico le creature di un commediografo da sempre in bilico tra il grottesco e il surreale. Di un drammaturgo dei nostri tempi capace di affrontare il mito, gli eventi storici, la collettività e le conflittualità all’interno della famiglia, trasformando in opera teatrale i turbamenti e gli squilibri del genere umano. Con la direzione artistica di Giuseppe Giorgio, si parte domani con gli attori Irma Ciaramella e Francesco Maria Cordella in scena con “Il tempo supplementare” e si continuerà il 7 gennaio 2022 con Agostino Chiummariello e Francesca Stizzo protagonisti di “Silvia e i suoi colori”. A seguire, l’11 marzo, ci sarà l’attore, regista e cantante Gianni De Feo con “La fine del mondo – Concerto per Charles Aznavour” e l’8 aprile Stefano Ariota con “Le mani aperte”. A chiudere la mini rassegna, infine, il 22 aprile ci penserà Agostino Chiummariello con “Tonino Napoli: Zero a Zero”. « “Tradimenti”, la rassegna con i testi di Roberto Russo – ha scritto il direttore artistico, Giuseppe Giorgio- porta in scena una selezione drammaturgica che rispecchia la necessità di un commediografo di fare ascoltare alla gente, la propria profonda e libera voce. Gli appuntamenti teatrali dedicati all’autore Russo, rappresentano un esempio di ribellione contro la delittuosa azione d’infedeltà che da sempre si compie contro chi scrive commedie rimanendo a Napoli. Una lotta contro chi continua a imbrigliare nel nome di imperscrutabili interessi, l’evoluzione di un teatro più che mai vivo, ma che tutti vogliono far credere morto. Nella Napoli che per la sua capacità di restare ferma nel tempo, aiuta i grandi commediografi di ieri a essere definiti profeti; nella Napoli dove a teatro, si è costretti a vedere solo gli spettacoli prescritti da immortali don Rodrigo; nella Napoli di chi faceva teatro sociale e oggi deve accontentarsi di fare teatro “social” su Facebook, “Tradimenti” porta alla luce le considerazioni di un drammaturgo da apprezzare e studiare. I testi di un autore intento a mettere a fuoco le violazioni morali perpetrate verso se stessi e la propria natura, verso l’amore e le aspirazioni, insieme alle slealtà consumate dalla città e dall’autorità. “Tradimenti”, anche per dire basta a quella politica di appiattimento mentale che, da troppo tempo, trova nel comparto spettacolo partenopeo uno dei terreni più fertili».

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