Turisti-a-Napoli

Pasqua è sold out nelle città d’arte, ritorna il turismo culturale ed escursionistico e si rivedono stranieri perlopiù europei e timidi segnali da Usa, Canada, Australia.

A rilevarlo è un’indagine condotta dall’Otei Osservatorio Turistico Extralberghiero Italiano coordinato dal presidente nazionale Abbac Agostino Ingenito. Per il centro studi dell’associazione indipendente, aderente alla rete Fenailp, emergono dati interessanti per il turismo post pandemia, ma non mancano analisi e congiunture per i venti di guerra e i rincari energetici. “Ritorna il turismo culturale e molte nostre città iniziano a respirare – commenta il presidente Agostino Ingenito – L’andamento dei flussi nei maggiori aeroporti, stazioni, porti e passi di confine, evidenziano una sostenuta mobilità interna ma anche importanti flussi provenienti dall’estero – commenta Agostino Ingenito – Abbiamo eseguito un’accurata indagine, intervistando anche i maggiori vettori aerei e ferroviari e il trend in queste ore è in piena crescita”. Ed è significativa la domanda di ricettività turistica extralberghiera, con bed and breakfast, affittacamere, case vacanze e dimore nelle maggiori città d’arte che registrano già in gran parte il sold out. Da Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo tra le più gettonate ed in cui si è registrato il sold out con grado di occupazione oltre il 95% nel fine settimana pasquale, ma va meglio anche per Milano, le città emiliane e della riviera romagnola e tirrenica, con interessanti dati che provengono dalle isole siciliane e del Golfo di Napoli . Lago di Garda e Maggiore nuovamente ricercati come le maggiori mete turistiche marine che stanno ora riaprendo per la stagione. Confermati buoni numeri per la montagna. Si rivedono gli stranieri, perlopiù europei, con francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli ma dagli aeroporti si registrano flussi anche di nord americani e australiani. Manca all’appello il turismo dell’Est, con russi e Paesi Baltici. “E’ presto per dire che siamo ritornati alla normalità, gli effetti della pandemia si vedono e come, ma questi importanti flussi turistici sono una significativa inversione di tendenza rispetto al deserto degli anni passati nel periodo pandemico. Cambiano anche le abitudini del viaggiatore italiano, più attento alla spesa su ricettività e mobilità, e si riducono le notti. Ma non mancano le tendenze sempre più marcate di escursioni naturalistiche verso mete delle aree interne e borghi. La tendenza di un turismo eco sostenibile è sempre più in crescita con la ricerca di soggiorni in borghi, preferendo agriturismi e country house. Ma è sul turismo culturale che si è concentrata l’attenzione dell’osservatorio. ” Un dato che ci conforta dopo la profonda crisi che aveva coinvolto le nostre città letteralmente svuotate e con gravi ripercussioni economiche – continua Ingenito – Cambiano anche le tendenze, con la preferenza verso unità abitative tutto compreso, con accesso con domotica ed uso esclusivo e preferite soluzioni in grado di garantire il minor rischio di contagio”. Il trend pasquale è senz’altro un buon segnale, ma auspichiamo ora un piano nazionale strategico di accoglienza. Sono tante le storture di un sistema che è stato costretto dalla pandemia ad adeguarsi ad una stagionalità che non consente di fare importanti investimenti. Occorre invertire la tendenza ed avere più coraggio per strutturare meglio la nostra offerta turistica e culturale a livello internazionale – dichiara Agostino Ingenito – Il ritorno del ministero, l’auspicato rafforzamento e nuove mission promozionali dell’Enit ed una maggiore sinergia anche di semplificazione e condivisione tra le Regioni e le città che devono dialogare di più anche per cogliere le sfide delle tante risorse ancora da investire per realizzare piattaforme di mobilità intermodali, potrebbero determinare quell’inversione di tendenza e cogliere le opportunità possibili di un mercato in continuo mutamento, tra pandemie e guerre oltre che una concorrenza sempre più agguerrita con altri Paesi continentali”.

CONFESERCENTI CAMPANIA: «200MILA TURISTI A PASQUA, CIRCA 70 MILIONI PER LA NOSTRA REGIONE: CHE SIA L’INIZIO DELLA RISALITA»

Il week-end di Pasqua premia la Campania e i suoi imprenditori del turismo e del commercio: è quanto emerge dalle previsioni del centro studi di Confesercenti Campania. Da domani, venerdì 15, a Lunedi in Albis, sono previsti circa 200mila turisti nella nostra regione, 140mila dei quali a Napoli. Un pienone che mancava dal 2019. L’incasso per alberghi e per il settore extralberghiero (B&B, residence e trasporti) sarà di circa 30 milioni, quasi 20 milioni che saranno fatturati nella provincia di Napoli. I dati si arricchiscono con i ricavi nel commercio, l’indotto prodotto dalla presenza dei turisti che sono anche i principali consumatori di questo periodo: l’incasso per bar, ristoranti, commercio, artigianato e aziende di servizio va dai 43 ai 45 milioni per questi 4 giorni (tre notti), di cui circa 28 a Napoli. Il week-end lungo di Pasqua, dunque, produrrà per la Campania un indotto di oltre 70 milioni di euro, il 60% dei quali sarà fatturato a Napoli.
Soddisfatto il presidente di Confesercenti Campania (e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno) Vincenzo Schiavo: «E’ un segnale di ripresa fondamentale per le nostre imprese dopo la crisi economica dovuta alla lunga pandemia. Notiamo con grande soddisfazione che la nostra regione è la tra le mete più richieste, per i turisti italiani, provenienti specie dal Nord Italia ma anche da Puglia e Sicilia, e per quelli stranieri. Sono in arrivo da Francia, Spagna, Germania, Ungheria, molti dei quali con voli diretti. Potremmo dire: “buona la prima!”, ma non basta. La nostra proverbiale accoglienza e i nostri servizi dovranno fare in modo di trattenere questo flusso di turisti, in modo che ci sia una sorta di turn-over fino a inizio estate. Perché solo se riusciamo a riattivare appieno il mondo del turismo potremo registrare degli effetti positivi anche sul commercio».
I numeri sono incoraggianti, ma, per Confesercenti Campania, è necessario investire in qualità dei servizi e in lungimiranza progettuale. «Napoli e le altre città saranno piene in questi giorni di Pasqua. I commercianti e le imprese del mondo del turismo daranno il massimo per avere cura dei turisti e anche delle nostre località, tenendole pulite e collaborando con le forze dell’ordine per garantirne la sicurezza. Occorre – aggiunge Schiavo – una sinergia solida tra pubblico e privato per rendere Napoli e la Campania accoglienti, allargando questa ospitalità a tutte le città della regione. In questo momento nessuno di noi può permettersi di commettere errori in questo senso. Questi incassi sono solo una boccata d’ossigeno, un cucchiaino d’acqua nell’oceano che aiuterà le imprese ad affrontare con più coraggio una situazione drammatica». Ecco perché Confesercenti Campania chiama in causa le Istituzioni. «Chiediamo – spiega il presidente Vincenzo Schiavo – ancora una volta al Governo centrale e in particolare al Ministro del Turismo di supportare con tutti i mezzi possibili la grande opportunità rappresentata da Procida capitale della cultura. Si sta parlando ancora poco di Procida e degli eventi ad essa legati, anche a causa di tutto quello che sta accadendo a livello internazionale. E invece questa è per noi un’opportunità imperdibile per la Campania e tutto il Mezzogiorno. Ne ho già parlato a lungo con l’assessore regionale Felice Casucci, sempre sensibile alle esigenze delle imprese legate a Confesercenti. Con il prologo di Pasqua e con il traino di Procida, con il sostegno di Governo e Regione, dobbiamo rendere la Campania appetibile per 365 giorni l’anno. Solo così la rinascita dell’economia della nostra regione potrà compiersi».

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments