NAPOLI – Si è tenuto il 25 febbraio presso l’Hotel Royal Continental, il terzo convegno regionale “Dalle linee guida per la cura dell’infertilità all’applicazione nei territori” organizzato da SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, l’Ordine Nazionale dei Biologi, A.gi.co. e Cecos. A discutere dell’importanza dalla definizione dei principi medico-scientifici da attuare in Italia per la diffusione di una cultura della riproduzione, è stato il presidente nazionale di SIRU, l’andrologo Luigi Montano, che da anni si occupa di ricerca scientifica nel campo della fertilità umana. “Troppi pregiudizi e ancora poche conoscenza su temi quali la fecondazione e l’infertilità, in netto aumento anche tra i più giovani e da qui la necessità di avvicinare Stato e Regioni in un unico percorso metodologico. Un altro tassello su cui insistere è la possibilità di fare prevenzione partendo dalle scuole, con visite sul campo e assistenza medica in caso di difficoltà riscontrate. Il dottor Montano già noto per una sua ricerca internazionale “EcoFood fertility” ha dimostrato una correlazione diretta tra l’inquinamento ed infertilità, rilevando che il tasso di bassa natalità è più facilmente riscontrabile nei territori a rischio ambientale, suggerendo anche misure nutrizionali di contrasto agli inquinanti e ai loro effetti sulla salute generale a partire da quella riproduttiva. Diverse, infatti, sono le pubblicazioni scientifiche prodotte nell’ambito di tale progetto multicentrico che partito in particolare dal confronto fra due aree regionali, tra cui l’area nord di Napoli fortemente inquinata per il fenomeno “Terra dei fuochi” si è estesa in diversi territori non solo Italiani.
“La multidisciplinarietà di SIRU è la nostra forza – hanno ribadito la dottoressa Stefania Iaccarino del direttivo nazionale e la coordinatrice regionale, la dottoressa Adriana Fortunato- abbiamo il compito preciso di far conoscere queste tematiche ad una popolazione sovrastata da punti di vista discordanti. Sappiamo che ci sono diversi limiti di tipo culturale che inibiscono anche alla prevenzione e alla ricerca di informazioni sulla fertilità, che dovrà avere la massima attenzione da parte del Governo”. Il convegno, in realtà, è stato un vero e proprio programma regionale di salute sostenibile e di qualità dedicato alla prevenzione e cura dei problemi riproduttivi. Sono state definiti alcuni temi quali, la guida per la diagnosi e il trattamento dell’infertilità, i pareri di ginecologi ed andrologi, l’applicazione della biologia come materia imprescindibile alla conoscenza della riproduzione nel futuro della Regione, in particolare il riferimento è stato fatto tra operatori della riproduzione medicalmente assistita tra consultori regionali. Dal punto di vista psicologico, si è discusso della valorizzazione del sistema “coppia” e di quanto possa essere valido un approccio sistemico. Sin dalla sua fondazione la SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) si adopera affinché la medicina della riproduzione venga esercitata nel rispetto e tutela di pazienti ed operatori, in un’epoca in cui la minaccia della denatalità si espande progressivamente nella nostra società, sconfinando in ambito sociale politico e culturale. Cresce l’urgenza di creare un sistema efficiente che operi a livello nazionale e territoriale contestualizzando protocolli comuni, basati sull’appropriatezza, sull’evidenza scientifica e sull’umanizzazione delle cure. A tale scopo la SIRU, dopo aver elaborato il testo delle “Linee Guida per la diagnosi e il trattamento dell’infertilità” nazionali, attualmente in fase di approvazione, si ripropone di divulgarne tra gli operatori di tutte le Regioni la conoscenza e individuare attraverso il confronto, le modalità di applicazione, costruendo una rete funzionale evoluta, in cui tutti i professionisti del settore operino maniera omogenea, ottimizzando i tempi e l’efficienza del sistema.

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